Per le organizzazioni di consumatori sarà all’insegna degli aumenti: dolci tipici +10%

Si avvicina la Pasqua ma sembra che la colomba, più che portare il ramo d’ulivo, sia foriera di rincari. In salita i prezzi dei dolci tipici come uova di cioccolato e colombe, mentre chi deve spostarsi per raggiungere la famiglia si imbatte in tariffe molto più elevate del solito per voli e treni.

La corsa dei prezzi del cioccolato

L’analisi dei prezzi, il Codacons

Il Codacons non ha dubbi: “nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, si registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%. Al chilo, infatti, il prezzo di un uovo di cioccolato di marca industriale può arrivare a superare nel 2026 i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno”. 

E non va meglio per i prodotti artigianali: “il prezzo medio varia tra 30 e 40 euro, mentre per le uova gourmet si arriva a superare anche i 100 euro a pezzo. Meno peggio le colombe: le classiche vedono rincari rispetto allo scorso anno attorno al +3%, con i prezzi medi di quelle industriali che variano tra 5,40 e 15,90 euro. Quelle farcite invece costano di più: tra 8,50 e 19,90 euro”

Un giro d’affari, quello delle uova di Pasqua e delle colombe, che vale in Italia oltre 600 milioni di euro annui, e che desta più di qualche sospetto. “Gli aumenti delle classiche uova al cioccolato – continuano dal Codacons – si registrano nonostante le quotazioni del cacao siano sensibilmente diminuite: oggi il prezzo medio sui mercati è di circa 3.300 dollari la tonnellata, contro il record di 12mila dollari di fine 2024, mentre a marzo 2025, quindi un anno fa, le quotazioni erano attorno agli 8mila dollari la tonnellata, con un deprezzamento del -58% in 12 mesi”. Ma è vero che il cacao usato per i dolci di oggi è stato acquistato tempo addietro a prezzi più alti.

Gli aumenti dei trasporti; Assoutenti

Ma c’è di più. Parallelamente, chi si sposta durante le festività deve fare i conti con il fenomeno del caro-trasporti oltreché con i rincari (che arriveranno sicuramente) di bar e ristoranti. Secondo un monitoraggio di Assoutenti, i biglietti aerei da nord a sud Italia hanno già raggiunto livelli molto elevati nonostante manchino ancora circa venti giorni alla Pasqua. 

La spesa minima supera i 400 euro su alcune tratte: ad esempio 418 euro per un volo Genova-Catania, 343 euro da Milano a Crotone e 324 euro da Roma a Reggio Calabria (308 euro con partenza da Milano). Tariffe superiori a 320 euro si registrano anche per voli verso Catania da Torino, Firenze e Ancona. E dire che si tratta di prezzi base che non includono servizi aggiuntivi come bagaglio a mano o scelta del posto, elementi che fanno aumentare ulteriormente il costo finale del viaggio.

Anche i treni ad alta velocità non offrono molte alternative economiche. Si spendono almeno 185 euro per andare da Torino a Reggio Calabria con Italo, oppure 175 euro partendo da Milano. Con Trenitalia servono circa 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce e 92 euro da Genova a Salerno.

Prezzi in ascesa per i dolci, ma anche per i trasporti

L’analisi di Assoutenti

Secondo Assoutenti, le tariffe sono destinate a crescere ulteriormente con l’avvicinarsi delle festività, complice l’aumento della domanda da parte di chi vuole tornare a casa per Pasqua. Inoltre, pesano le tensioni internazionali e i possibili rincari dei carburanti: le perdite subite dalle compagnie aeree a causa della chiusura di alcuni spazi aerei potrebbero presto riflettersi sui prezzi dei biglietti, con il rischio di una nuova ondata di aumenti per i viaggiatori.