L’intelligenza artificiale accanto al genome editing per ridurre i tempi degli studi nel settore agrotecnico

Intelligenza artificiale sempre più presente nel campo del miglioramento genetico. Un progetto britannico, riportato da Seed World, intende accelerare la selezione di nuove varietà capaci di resistere alle condizioni climatiche più difficili. La mission è piuttosto complicata. Il mondo è sempre più caldo e l’acqua è meno presente di un tempo. La strategia di adattamento al cambiamento deve anche passare attrvareso la produzione di generi vegetali capaci di crescere ed essere nutrienti in un contesto novo e più difficile.

Un campo di patate – Immagine generata con ausilio di A.I.

Scienza sempre più coinvolta

Non più solo pazienza e fortuna. Oggi, per ceracre nuove varietà partendo da piante che si dimostrano resilienti, i ricecatori usano l’intelligenza artificiale. Così lo ha calibrato Simon Heck, direttore generale del Centro Internazionale della Patata (CIP): “Tradizionalmente, la selezione genetica richiede molti anni per produrre varietà migliorate. Ma i cambiamenti climatici e i parassiti non aspettano. Si evolvono rapidamente. L’intelligenza artificiale ci fornisce gli strumenti per stare al passo, aiutando i selezionatori a identificare più rapidamente varietà migliori e a ridurre i rischi che gli agricoltori devono affrontare”.

La collaborazione mette a sistema il potenziale dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti, tra cui l’editing genetico, per contribuire ad accelerare lo sviluppo di patate più resilienti e di altre colture strategicamente importanti, sostenendo un futuro più sostenibile e rafforzando la sicurezza alimentare.

Il percorso scientifico

Il progetto «Genetic Acceleration through Artificial Intelligence for Root and Tuber Crops» (GAIN-RT) viene incontro alle necessità degli agricoltori che si ritrovano a dover affrontare sfide difficili, poste dal clima. Soprattutto in pataticoltura, dove il caldo intenso e il deficit idrico recentemente hanno provocato un calo nella produzione europea di patate da consumo rispetto all’anno precedente. Per gli agricoltori si trata di scelte aziendali, che possono provocare bilanci magri se sbagliate. Per il resto dell’umanità significa, invece, la possibilità di avere prodotto di qualità ed in abbondanza.

La joint venture scientifica

Il tema ha riunito partner del Regno Unito e del Kenya in un progetto di collaborazione internazionale. Sul fronte britannico, figurano il National Potato Innovation (NPI) e il Centro Internazionale della Patata (NPC), mentre per il Kenya partecipano l’Organizzazione per la Ricerca Agricola e Zootecnica locale (KALRO) e l’Università di Egerton

L’iniziativa focalizzata sulle colture da tubero muoverà i primi passi sulla patata dolce: una nuova varietà sarà infatti testata in Africa, in condizioni caratterizzate da siccità e stress idrico. In questo contesto, il coinvolgimento dei partner keniani assume un ruolo centrale, grazie alla loro conoscenza del territorio e delle condizioni pedoclimatiche locali. 

Una patata in laboratorio – Immagine generata con ausilio di A.I.

La sperimentazione

È proprio questo il passaggio che GAIN-RT dovrà affrontare nei prossimi anni: la sperimentazione sul campo. Le varietà individuate attraverso i modelli dovranno essere testate in condizioni reali, verificando resistenza agli sbalzi di temperatura, la resa e la qualità del prodotto. L’intelligenza artificiale può indicare ai ricercatori quali combinazioni genetiche vale la pena studiare, ma sarà il campo a stabilire se quelle previsioni funzionano davvero. 

Se i risultati saranno positivi, come si prevede, si potrà estendere questo studio ad altre colture con l’obiettivo di garantire buone rese per gli agricoltori, a prescindere dagli eventi climatici estremi futuri.


Pubblicato il