Riscontriamo un momento difficile per quello a pasta verde mentre la varietà a pasta gialla va molto meglio. Cresce la concorrenza.

La stagione del kiwi non sta riservando le gioie cui aveva abituato i produttori nel recente passato. Le cause erano in qualche modo attese; domanda inferiore alle aspettative, prezzi comunque sostenuti, conservabilità buona. Il trend è nazionale e c’è comunque un ulteriore grattacapo che deriva dalla concorrenza, soprattutto greca, ormai realmente competitiva sul mercato. Ma oltre alla Grecia, ormai da anni protagonista, sono sempre più presenti altri Paesi produttori, a partire da Turchia e Iran. Quello che è venuto a mancare è soprattutto il canale oltremare, influenzato dalla pandemia che di fatto ha messo sotto scacco le contrattazioni.

Per l’andamento del kiwi giallo possiamo dire che va decisamente meglio rispetto al tradizionale verde, con una domanda che supera nettamente l’offerta e quindi i prezzi rimangono buoni. Si presuppone che gli investimenti su questa tipologia renderanno nei prossimi anni inevitabile una progressiva erosione delle quote di mercato del verde a favore di questa tipologia.

Per quanto riguarda invece la morìa del kiwi, da una parte la morìa è sempre più aggressiva, dall’altra giungono grandi risultati con il portinnesto, resistente alla malattia. La sua efficacia si sta confermando anno dopo anno.