Italia, a tavola salute e sostenibilità

Una ricerca rivela gli aspetti che gli italiani ritengono più importanti nella ricerca di una giusta alimentazione

Gli italiani stanno attenti a quello che mangiano, un po’ per tradizione. Ma oggi anche per via dell’attualità e della pandemia. All’elemento salute si aggiunge anche quello della sostenibilità, come evidenziato fin dai tempi di Expo Milano 2015 e ripreso oggi nel post Glasgow.

Salute e sostenibilità, quindi, sono sempre più determinanti nelle scelte dei prodotti alimentari da mettere in tavola per i consumatori italiani ed europei. Emerge con forza dal nuovo report di Deloitte The Conscious Consumer, un’analisi che raccoglie il parere di oltre 17.000 consumatori in 15 Paesi europei.

Secondo lo studio la salute è un criterio di scelta per l’86% dei consumatori e la sostenibilità per il 70%. In particolare, emerge un maggiore impegno a mangiare più verdura (64%) e meno carne (51%), prediligendo prodotti locali (64%). A ciò si aggiunge anche la maggiore propensione alla preparazione dei pasti a casa (54%) e l’attenzione per la riduzione del packaging (47%).

Se sostenibilità e salute acquisiscono importanza, non bisogna però dimenticare il fattore prezzo, che rimane rilevante per il 70% e non sempre è una scelta. Ma non supera la salute, che è più importante del prezzo per l’80% dei consumatori italiani e lo è anche più della sostenibilità, almeno secondo il 91%. 

Un altro dato, però, segnala la crescita dell’attenzione verso la sostenibilità: nonostante il 61% dei consumatori dichiari che il prezzo li influenzi di più della sostenibilità, il 78% degli intervistati italiani è disposto a pagare almeno il 5% in più per alimenti sostenibili, ma anche per generi alimentari locali (79%), biologici e prodotti del commercio equo e solidale (entrambi 76%).

Ma da dove vengono le informazioni sui prodotti alimentari? Secondo la ricerca di Deloitte gli italiani si affidano soprattutto agli esperti di settore e al web. I supermercati, invece, vengono considerati punto di riferimento solo dall’11% degli italiani. Inoltre, i consumatori italiani si aspettano che i supermercati forniscano ai consumatori un’informazione più accurata (66%) e che escludano dalla vendita i prodotti che non fanno bene alla salute (51%).

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