Due ruote sempre più presenti nelle città. L’Osservatorio Nazionale Focus 2R di Ancma e Legambiente evidenzia ed analizza il boom di vendite

L’Osservatorio Nazionale, promosso da Confindustria Ancma, associazione nazionale dei produttori di veicoli a due ruote, e Legambiente, ha presentato il report sulla mobilità urbana, denominato Focus 2R. Sulla base dei dati forniti da 94 città nel corso degli ultimi sei anni, viene perfettamente fotografata la situazione dei vari comuni italiani mettendo in primo piano i cambiamenti in corso, le direzioni seguite dalle politiche locali e i comportamenti di chi si muove su due ruote.

Bici, scooter, moto o monopattini sono sempre più presenti nei centri urbani anche per via della pandemia. Il mercato ha registrato dei picchi, in particolare il settore bici ha venduto due milioni di pezzi nel 2020 (il 17 per cento in più rispetto al 2019) con una punta del 44 per cento relativa alle biciclette elettriche. Anche il settore moto segna un consistente + 21,2%, immatricolando nel 2021 quasi 290mila veicoli.

Occorre pertanto ridisegnare lo spazio pubblico, rendendo le strade dei luoghi più sicuri, “democratici” e respirabili, puntando sull’intermodalità e riducendo le emissioni. Ci attende il passaggio verso città sempre più a misura di persona, più ecologiche e “felici”, in cui un ruolo strategico è giocato dalle amministrazioni e dalle istituzioni che sono tenute a fare scelte innovative.

Città sempre più ciclabili

Da un lato il boom delle vendite di biciclette, dall’altro la pandemia con i nuovi bisogni delle persone che si spostano. Al centro, tra i due fuochi, ci sono le amministrazioni che cercano di adeguarsi ai cambiamenti ma a volte arrancano, intralciate anche da normative di riferimento poco chiare. Tuttavia dal report emerge una maggiore attenzione rivolta al mondo della bicicletta, che si è tradotta soprattutto in infrastrutture ciclabili.

Ben 31 comuni  hanno realizzato complessivamente 224,5 chilometri di nuove piste ciclabili, la maggior parte circa due chilometri in media. Milano da questo punto di vista primeggia con i suoi 65,7 km. Aumentano anche le zone con disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone con moderazione della velocità a 20 e 30 km/h e si raggiungono i 9,5 metri equivalenti (+25 per cento rispetto al 2015).

Cresce il numero di comuni in cui è consentito il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici (52 per cento). Una delle parole d’ordine è sicuramente intermodalità, anche se sono ancora carenti gli investimenti sulle postazioni di interscambio, che rimangono sostanzialmente ferme ai livelli degli anni precedenti.

Un numero che colpisce riguarda i punti di ricarica per le e-bike, in diminuzione. Come nel 2019, la maggior parte si concentra in poche città, in particolare Trento e Padova che, insieme, contano quasi l’80 per cento del totale, rispettivamente 320 e 312. In ogni caso, tredici comuni su 23 non superano i cinque punti di ricarica. Circa il bike-sharing, il 54% dei comuni ha introdotto servizi di condivisione per un totale di 35mila mezzi. Tra le città con il maggior numero di prelievi troviamo Milano, Brescia, Firenze, Torino e Bologna, tutte sotto il milione di prelievi annui, tranne Milano che ne registra 4,3 milioni nel 2020. Nonostante il numero dei mezzi si sia praticamente triplicato negli ultimi anni, l’uso generale del bike sharing diminuisce del 47 per cento rispetto al 2019, a causa del lockdown e in parte della concorrenza dei nuovi servizi di monopattino-sharing.

Motocicli, cresce il mercato mentre ritarda lo sharing

Aumenta la media di motocicli per ogni 100 abitanti che si attesta sulle tredici unità. In generale il settore si dimostra in crescita, anche nel campo della motorizzazione elettrica si registra un incremento nel corso del 2021 con 10.848 veicoli venduti, lo 0,5 per cento in più rispetto all’anno precedente. In calo invece le vendite dei ciclomotori (-4,7 per cento e 18.835 veicoli venduti).

Sempre più città consentono a questi veicoli l’accesso alle corsie riservate ai mezzi pubblici e alle ZTL (56 per cento), mentre resta critica la situazione dei parcheggi: un comune su tre dedica alle due ruote una percentuale di stalli non superiore al cinque per cento.  Fa eccezione Firenze con 94 stalli ogni mille abitanti. Ma sempre più diffuse le stazioni per caricare i veicoli elettrici, il cui numero è più che raddoppiato passando da 801 nel 2019 a 2.602 nel 2020.

Lo sharing di moto o scooter elettrici – anche se in netto ritardo rispetto a quello delle bici – è in crescita, in particolare a Milano è quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente, con 4.532 unità. Al momento è disponibile in nove comuni (Brescia, Genova, Grosseto, Firenze, Milano, Lecce, Rimini, Roma e Torino).

Due ruote e sicurezza stradale, il nodo da sciogliere

Secondo il rapporto, nel 2020 si contano 14.019 incidenti con biciclette (elettriche e non), con 176 vittime e 14.023 feriti, di cui 328 pedoni investiti. Sui monopattini elettrici sono stati registrati 565 incidenti, 551 feriti e un morto. Di fronte a questi numeri il 56 per cento dei comuni considera il miglioramento della sicurezza delle biciclette una priorità alta, mentre le due ruote motorizzate passano decisamente in secondo piano. Nonostante la scarsa percezione del problema, arriva comunque un segnale confortante: i municipi che dichiarano di avere installato i guard-rail dotati di protezioni a tutela dei motociclisti passano dal 17 per cento del 2015 al 28 per cento nel 2020, mentre un altro 25 per cento dichiara di volerli ampliare o utilizzare in futuro.

Monopattini elettrici, 35 mila veicoli in un anno

In questa panoramica sulle due ruote non possiamo trascurare l’arrivo dei monopattini elettrici. Secondo il Focus 2R questi mezzi hanno contribuito ad una variazione positiva mai conosciuta fino a questo momento, in termini di numero di servizi sharing e veicoli in flotta. In totale sono stati introdotti 35 mila veicoli in un anno. Li troviamo in 24 città e al momento le flotte si concentrano a Roma (12.900 veicoli), a Milano (5.250) e a Torino (3.000).


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