Questo è l’Anno internazionale delle Donne Agricoltrici e l’8 marzo la Commissione europea ha lanciato la Women in Farming Platform
Il 2026, proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici, costituisce oggi un’occasione unica per riportare al centro del dibattito il ruolo strategico che milioni di donne ricoprono nei sistemi agroalimentari globali e, allo stesso tempo, le disuguaglianze che ancora oggi ne impediscono il pieno sviluppo. Attraverso l’organizzazione di diverse iniziative si vuole porre l’attenzione sull’accesso delle donne a risorse, servizi e ruoli decisionali, mettendo in evidenza come la crescita sostenibile passi anche attraverso un più equilibrato riconoscimento del lavoro femminile nei territori.
In occasione dell’8 marzo, la Commissione ha lanciato la Women in Farming Platform, uno spazio di confronto, mentoring e scambio di buone pratiche per rafforzare la partecipazione e la leadership femminile in agricoltura.

Una cornice globale che evidenzia i divari
La risoluzione ONU richiama esplicitamente la necessità di migliorare l’accesso delle donne alla terra, al credito, alla formazione, ai mercati e alle sedi di governance, evidenziando come i divari di genere possano rallentare la transizione verso sistemi agroalimentari più resilienti e sostenibili.
Il tema è già parte del dibattito europeo da diversi anni, ma il 2026 crea una convergenza di attenzione che può spingere l’UE a pretendere dagli Stati membri un rafforzamento delle strategie finora frammentate o poco incisive.
Women in Farming Platform, leva europea per reti e policy feedback
La necessità di superare il gap fra le posizioni dell’Unione Europea sui diritti delle donne ha indotto l’Unione a lanciare la Women in Farming Platform, una piattaforma espressamente dedicata alle donne che lavorano o che intendono avviare una propria professione in agricoltura o nel mondo agroalimentare. Uno strumento, quindi, pensato per rafforzare la presenza e il ruolo delle donne in agricoltura attraverso:
- mentoring strutturato, con agricoltrici esperte che supportano professioniste più giovani o in fasi di avvio;
- condivisione di buone pratiche tecnico-organizzative, imprenditoriali e digitali;
- raccolta sistematica di dati ed evidenze, oggi ancora disomogenei, utili per migliorare la capacità delle politiche di rispondere ai fabbisogni reali;
- interconnessione tra reti nazionali ed europee, valorizzando esperienze locali e progetti innovativi.
La piattaforma nasce da un riconoscimento esplicito: la partecipazione femminile all’agricoltura europea rimane bassa – solo il 32% delle aziende agricole UE è a conduzione femminile, e meno del 3% è guidato da donne under 40 – con divari di dimensione aziendale e accesso ai fattori produttivi che incidono sulle possibilità di crescita (dati EUROSTAT).
Nonostante le donne si impegnino quotidianamente a garantire un cibo sano e sostenibile, gli ostacoli che incontrano sono ancora molti e, in alcuni contesti, difficili da superare con le sole proprie risorse. L’auspicio dell’UE è che far parte della rete promossa dalla piattaforma possa favorire la rottura dell’isolamento – territoriale, sociale e culturale – in cui spesso si trovano a operare le donne rurali.
L’invito a diventare membri della piattaforma è rivolto a “tutti i cittadini dell’UE che lavorano nell’agricoltura o in un settore legato all’agricoltura”, adesione che si concretizza con l’invio di un apposito modulo presente sul sito della Piattaforma.
Un aspetto rilevante della Women in Farming Platform è la sua potenziale funzione di “policy feedback“: non solo luogo di scambio, ma spazio da cui far emergere casi, evidenze, fabbisogni e criticità utili alla revisione dei Piani strategici PAC e, più in generale, alla programmazione agricola e rurale. Per diventare efficace dovrà essere messa in connessione con strumenti finanziari, interventi mirati e sistemi di governance che possano trasformare networking e mentoring in misure operative.

Il 2026, un anno che non deve restare isolato
L’Anno Internazionale delle Agricoltrici e la Women in Farming Platform non sono iniziative isolate: sono tasselli di un ambiente favorevole a un cambiamento di lungo periodo nel settore primario. In essi si inserisce anche l’Osservatorio tematico creato dal CREA. Il loro valore aggiunto sta nella complementarità: visibilità globale, capacità nazionale di analisi e raccordo, strumenti europei di accompagnamento e scambio.
Se istituzioni, reti femminili, ricerca e attori territoriali riusciranno a capitalizzare questa convergenza, il 2026 potrà essere ricordato come l’anno in cui la dimensione di genere ha iniziato a essere trattata non come un accessorio delle politiche agricole, ma come una leva strutturale di competitività, innovazione e sostenibilità.