Per l’Italia dato stabile sul 2025, Emilia-Romagna in crescita e Mezzogiorno in calo

Secondo i dati, la produzione europea di albicocche nel 2026 dovrebbe attestarsi a 505.320 tonnellate, un volume superiore del 6% al 2025 e del 4% rispetto alla media del periodo 2020-2024.

Albicocche, Europa in ripresa

Albicocche, la produzione europea generale

Il quadro produttivo continentale è in recupero, anche se rimangono diverse incognite. Le condizioni meteorologiche sono state meno penalizzanti rispetto allo scorso anno, ma gelate isolate e forti piogge hanno limitato il potenziale produttivo. Ad oggi, solo la Grecia dovrebbe tornare sui propri livelli abituali, con una previsione nettamente superiore a quella della scorsa campagna.

La produzione nazionale di albicocche

La situazione in Italia è articolata, con una certa stabilità rispetto al 2025 ma comunque sotto la media storica. Per l’Italia la previsione 2026 indica una produzione di 193.680 tonnellate, sostanzialmente in linea con il 2025, quando i volumi si erano fermati a 191.816 tonnellate. La crescita è quindi limitata all’1%, mentre il confronto con la media 2020-2024 resta negativo, con un -11%.

Il dato nazionale racconta un potenziale produttivo non ancora del tutto recuperato, rispetto ai livelli medi degli ultimi anni. A sostenere il dato italiano è soprattutto l’Emilia-Romagna, per la quale si prevede una produzione di 74.082 tonnellate contro le 62.081 del 2025. Il progresso è rilevante: +19% sull’anno precedente e +24% rispetto alla media 2020-2024. Un recupero significativo, dopo una campagna 2025 più contenuta, che riporta l’areale romagnolo su livelli importanti.
Di segno opposto l’andamento del Sud, soprattutto Sicilia e Sardegna, dove la stima si ferma a 109.152 tonnellate. In questo caso il confronto con il 2025, quando erano state prodotte 119.373 tonnellate, evidenzia un calo del 9%, che diventa ancora più marcato rispetto alla media 2020-2024: -20%. È questa flessione negli areali meridionali a frenare la piena ripresa del dato nazionale. Le altre regioni italiane sono infine stimate a 10.446 tonnellate, sostanzialmente stabili sul 2025 (+1%), ma ancora molto distanti dalla media quinquennale (-38%).

Spagna, produzione sopra la media

Per la Spagna, secondo Paese produttore europeo nella previsione 2026, il quadro è orientato a una contrazione sull’anno precedente. La produzione attesa è pari a 110.120 tonnellate, contro le 118.483 tonnellate del 2025, con un arretramento del 7%. Rispetto al periodo 2020-2024, la Spagna resta sopra del 9%. Pur in presenza di una flessione congiunturale, il potenziale produttivo spagnolo si mantiene quindi su livelli relativamente elevati, confermando il peso del Paese nello scenario europeo dell’albicocco.

Francia in recupero

La Francia si colloca su un percorso di crescita. La produzione 2026 è stimata a 106.520 tonnellate, in aumento dell’8% rispetto alle 98.194 tonnellate della scorsa campagna. Ancora più significativo il confronto con la media 2020-2024, rispetto alla quale il dato francese risulta superiore del 13%. La previsione conferma quindi un recupero importante e rafforza il ruolo della Francia tra i principali bacini produttivi europei.

Sud in difficoltà

Grecia, lo scatto più marcato in Europa

Il recupero più marcato riguarda la Grecia, attesa a 95.000 tonnellate contro le 67.750 del 2025. L’incremento è del 40% sull’anno precedente e del 21% rispetto alla media 2020-2024. La Grecia è al momento l’unico Paese destinato a raggiungere pienamente i propri livelli produttivi abituali, dopo una campagna precedente particolarmente penalizzata. Proprio il rimbalzo greco rappresenta uno degli elementi chiave della crescita complessiva europea prevista per il 2026.

Resta tuttavia un margine di incertezza. Gli abbassamenti termici previsti in questi giorni proprio nel paese ellenico potrebbero rimescolare ulteriormente le carte, imponendo una revisione delle stime.