La ripresa sarà green. Il piano europeo di investimenti sul green diventa un punto di riferimento per gli investitori che vogliono guardare oltre il Covid

Cresce esponenzialmente nel nostro Paese la «finanza alternativa green», sostenuta e rappresentata dalla piattaforma Ener2Crowd.com, la prima in Italia a specializzarsi nel lending crowdfunding ambientale ed energetico.

Insieme al GreenVestingForum.it, il forum della finanza alternativa verde, la piattaforma ha potuto osservare che il nostro Paese è leader in Ue in quanto a «produttività d’uso delle risorse». Vero è infatti che — a parità di potere d’acquisto — per ogni chilo di risorsa consumata, l’Italia genera 3,65 euro di PIL, contro i 2,90 euro della Francia, i 2,50 euro della Germania ed una media Ue ancora più bassa, pari a 2,30 euro. «Il rapporto tra consumo di materia e PIL — la produttività delle risorse — posiziona il nostro Paese al primo posto in Ue. Un risultato che evidenzia l’esistenza di un’economia con un’elevatissima efficienza d’uso delle risorse, elemento chiave della sostenibilità e della transizione ad una economia circolare», le parole di Niccolò Sovico, ideatore della piattaforma.

Economia e riciclo

Certo sulla strada del riciclo in Italia c’è ancora molta strada da fare (ad esempio solo il 25% delle pavimentazioni stradali rimosse viene riciclato) —tuttavia l’Italia è al primo posto anche per tasso di utilizzo della “materia seconda“, forse il più puntuale indicatore della «circolarità dell’economia». Includendo gli usi industriali ed i materiali energetici, il nostro Paese si caratterizza per un utilizzo del 18% di «materia seconda» (quella derivata dai residui dei processi produttivi o dal recupero dei materiali) sui consumi totali di materia. Nel suo insieme, però, l’Unione Europea rimane ancora oggi il terzo emettitore di Co2 al mondo. Per ridurre queste emissioni del 55% entro il 2030 ed arrivare alla neutralità carbonio nel 2050, la Commissione ha messo a punto un programma di investimenti sul green che sta diventando un punto di riferimento per gli investitori che vogliono guardare oltre il Covid.

Il mondo finanziario punta sul green quale risorsa indispensabile per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia, includendo anche molti grandi fondi d’investimento che hanno raddoppiato l’esposizione sulle utility che stanno investendo sulle rinnovabili. D’altra parte, la green economy è anche in grado di garantire un ritorno del 5,80-7% sull’investimento a fronte di rischi vicini allo zero: ad oggi, infatti, il 100% delle rate di finanziamento sono state ripagate puntuali (95,1%), in anticipo (4%) o con un ritardo di appena 9 giorni (0,9%). Insomma un ritorno altamente sicuro ed esponenzialmente più alto rispetto al “Rendistato“, il rendimento medio ponderato del paniere di titoli di Stato calcolato dalla Banca d’Italia, che nella “fascia di vita residua a 12-18 mesi” registra a maggio 2022 un rendimento dello 0,460% (ad aprile 2022 era addirittura più basso, attestandosi allo 0,057%). Per non parlare dei BOT che per tutti i mesi già trascorsi di quest’anno registrano un rendimento negativo (-0,385% a maggio 2022). 

Green e rendimento finanziario

Ecco perché diventa sempre più numerosa la comunità di «investitori etici», per finanziare progetti finalizzati alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, consapevoli che per ogni euro investito si ottiene una riduzione di emissioni di Co2 pari a 0,52 chili.   A trainare la classifica per spesa capex è ancora una volta il Nord Italia con la Lombardia che è prima con il 36%, seguita da Veneto con il 15%, Emilia-Romagna con l’11% e Piemonte con il 9%. Il Lazio con il 6% si posiziona quindi al quinto posto e poi seguono Liguria al 3% e Toscana al 2,8%, regione quest’ultima a maggiore partecipazione dal basso, distinguendosi per la quantità di partecipanti rispetto ai volumi. Poi ancora ci sono Campania al 2,5% e Sicilia al 2,3% dove le grandi utility hanno maggiormente sperimentato modelli di coinvolgimento delle comunità locali attraverso progetti per lo sviluppo di impianti agrivoltaici.

Il resto delle regioni è invece sotto al 2%. A partire dal “Green Future Index” sviluppato dal Mit Techonology Review del Massachusetts Institute of Technology, ecco la nuova “Geografia 2022 della Finanza Verde Ue” disegnata tenendo conto dell’impegno dei diversi Paesi dell’Unione Europea in 5 ambiti:
a) emissioni di CO2;
b) transizione energetica verso le fonti rinnovabili:
c) edilizia verde, consumi green e riciclo;
d) innovazione sostenibile;
e) politiche per il clima.

Sul podio dell’Unione Europea si classificano: 1) Danimarca con un 66% di virtuosismo medio nei 5 ambiti; 2) Paesi Bassi con il 64%; e 3) Finlandia con il 62%. Sempre a livello dell’Unione Europea seguono: 4) Francia al 61%; 5) Germania al 61%; 6) Svezia al 61%; 7) Belgio al 60%; 8) Irlanda al 59%; 9) Spagna al 58%; 10) Polonia al 56%; 11) Italia al 55%; e 12) Portogallo al 55%.

Andrea