Ripartono ora gli investimenti delle aziende agricole a forte propensione per l’innovazione, e le Regioni stanno attivando i primi bandi per le misure 4.1 (investimenti) e 16 (cooperazione per l’innovazione) per il periodo di programmazione 2014-2020.

La prima non è una novità, cambiano però le procedure e i criteri di ammissibilità, con la necessità di presentare un piano aziendale per gli investimenti (Pai) e di dimostrare dimensioni economiche adeguate. Le spese ammissibili riguardano la costruzione o la ristrutturazione di immobili produttivi, miglioramenti fondiari, impianti di lavorazione/trasformazione, investimenti immateriali e investimenti in macchinari e attrezzature funzionali all’innovazione aziendale, secondo priorità che possono variare all’interno delle diverse filiere agricole. Se n’è parlato al convegno dal titolo “Psr e Pei, nuove opportunità per le imprese agricole e per l’agrobusiness che innova”, nell’ambito di Eima International.

Capitolo a parte è la misura 16, nella quale sono stati stanziati 873 milioni di euro, il doppio rispetto alla programmazione precedente, la gran parte in favore della competitività delle imprese. Nel suo ambito dovrebbero essere attivati i Gruppi operativi (Goi) del partenariato europeo per l’innovazione (Pei), una delle novità nell’ambito dello Sviluppo rurale per la quale ci sono maggiori aspettative. L’obiettivo è quello di incentivare la collaborazione tra mondo della produzione e della ricerca attraverso il sostegno, la promozione e la condivisione dei risultati di progetti di innovazione alla cui realizzazione concorrano imprese, ricercatori, tecnici ed eventuali altri soggetti. In totale sono 625 i Goi “prenotati” dalle diverse regioni italiane ma per la loro attivazione Bruxelles ha previsto diverse procedure.


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