Pasta, Google ci svela i trend del mercato

In occasione del World Pasta day è stata pubblicata un’analisi di settore con un focus sulle tendenze, individuate grazie alle preferenze inserite nel più usato motore di ricerca

A margine del World Pasta Day di ieri rimangono le ricerche, che ci dicono cosa desidera oggi il consumatore e quale sentiment prevale, il gusto o la ricerca della salubrità del cibo. In base all’analisi delle Prole digitate su google, gli italiani prediligono ancora la pasta di semola di grano duro, tuttavia aumenta l’interesse per i nuovi trend, in particolare per quella senza glutine, ricercata su Google 79.200 volte l’anno al pari della integrale.

A seguire la pasta di grano saraceno, cercata 78.000 volte, e quella di legumi con 52.800. Molto ricercata anche la pasta di Kamut con 38.400 ricerche negli ultimi 12 mesi.

Guardando ai brand di pasta secca, svetta “Pasta Rummo” con 147.600 ricerche in un anno, “Pasta Senatore Cappelli” con 138.000 in 12 mesi e “Pasta La Molisana” con 100.800 ricerche l’anno. Senza il termine pasta, svettano invece le ricerche dei 2 brand leader di mercato ovvero “Barilla” (397.200 ricerche l’anno) e “De Cecco” (145.200 ricerche l’anno).  Il crescente interesse per le nuove tipologie di pasta secca è ulteriormente confermato da “Pasta Felicia”, nota per prodotti come la pasta di lenticchie e quella di ceci, che registra 44.400 ricerche.

Il comportamento su Google aiuta a comprendere gli interessi del pubblico proprio come una ricerca di mercato. Le ricerche confermano l’interesse crescente sui segmenti più innovativi della pasta secca, quali il senza glutine, integrale e grano saraceno.

Con la pandemia il valore della produzione di pasta nel mondo è salito a oltre 20 miliardi, di cui circa tre quarti realizzato in Italia, nazione che si conferma di gran lunga il paese leader a livello internazionale.

In Italia si producono 3,9 milioni di tonnellate di pasta con una filiera che conta 120 imprese, oltre 10mila addetti e quasi 200mila aziende agricole italiane impegnate a fornire grano duro di altissima qualità.

Nel corso del tempo sono aumentati esponenzialmente anche i formati della pasta che sono ormai arrivati a quota 300. La ricerca del Made in Italy ha condotto anche alla riscoperta di grani antichi, riportando nel piatto il Senatore Cappelli, la Timilia, il Saragolla e altre varietà che hanno fatto la storia del Paese a tavola.

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