Giornata mondiale dell’acqua, consapevolezza in crescita in Italia

Siccità, consumi, infrastrutture, investimenti e contesto generale di grande criticità: l’acqua è ancora un tema decisivo per il nostro pianeta

Quest’anno celebriamo il trentesimo anniversario, il 22 marzo, della Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 come risultato della conferenza di Rio.

Svariate le declinazioni sul tema, dall’impiego in agricoltura, agli sprechi, agli acquedotti che necessitano di manutenzione. Parlando di una prospettiva diversa scende in campo Finish, leader nel mercato dei prodotti per la lavastoviglie, con il progetto “Acqua nelle nostre mani”. Questa iniziativa si concretizza in un percorso di attenzione verso il bene acqua, attraverso il quale diffondere una maggiore consapevolezza sui nuovi modelli di comportamento e nuove abitudini di consumo che siano volte alla sua tutela e salvaguardia.

Al fianco del brand, un partner come IPSOS, leader mondiale nelle ricerche di mercato, e Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare, che arricchiscono l’iniziativa da un punto di vista contenutistico – con lo sviluppo di un’annuale ricerca sul tema acqua – e valoriale – con la declinazione, nella seconda parte dell’anno, di una serie di concrete azioni sul territorio italiano, per il 20% a rischio siccità e desertificazione, utili a preservare e tutelare la risorsa idrica in agricoltura in relazione alla tutela di una tra le più importanti eccellenze agroalimentari del nostro paese: l’olivo, la cui coltivazione riveste un ruolo fondamentale nei territori e costituisce una barriera contro la desertificazione.

Quali sono i comportamenti degli italiani?

È stato sviluppato uno studio circa lo stato dell’arte in termini di abitudini, consumo, tutela e spreco dell’acqua in Italia. La ricerca, recentemente condotta nel mese di gennaio 2022 su un campione rappresentativo di oltre 1.000 rispondenti, ha permesso di ottenere una fotografia estremamente interessante sulla tematica, con utili paragoni rispetto agli anni precedenti.

Tra i risultati di maggiore rilievo e interesse, in un’ottica di utilizzo consapevole e parsimonioso delle risorse naturali ed energetiche, si registra il costante miglioramento, tra i possessori di lavastoviglie (17 milioni in Italia), della percentuale di coloro che non sciacqua più i piatti a mano prima di metterli in lavastoviglie (33%), con un aumento del 3% rispetto al 2021 e del 7% rispetto al 2020. Tutto ciò si traduce in un aumento di ulteriori 600.000 famiglie che hanno scelto di adottare questo comportamento (+1.300.000 famiglie in due anni). Pertanto, con un risparmio d’acqua di 38 litri ad ogni lavaggio, calcolando la media di utilizzo della macchina in una settimana (4,56 volte), si determina un risparmio aggiuntivo di oltre 5.3 miliardi di litri d’acqua in un anno (11.3 miliardi in due anni), che corrisponde all’impressionante dato di circa 2.100 piscine olimpiche (4.600 in due anni).

Dalla ricerca Ipsos per Finish emerge poi un miglioramento circa i dati relativi alla familiarità degli italiani verso la sostenibilità (+2% vs 2021) con un incremento interessante che riguarda direttamente i giovani (+18% vs 2021, con il 39% degli intervistati che si definisce molto consapevole di cosa sia e cosa comporti essere sostenibili nella quotidianità). È invece sui comportamenti personali in favore della sostenibilità che le difficoltà si fanno più evidenti. A questo proposito, sebbene con percentuali di azione ancora molto elevate, molti i comportamenti da attuare per vivere in maniera sostenibile hanno visto una flessione rispetto all’anno precedente: -2% di coloro che sono disposti a rinunciare a qualcosa oggi se ciò garantisce maggiori risorse ambientali per le generazioni future (62% nel 2022 vs 64% nel 2021), -5% tra coloro che dichiarano di provare a ridurre lo spreco di cibo (78% nel 2022 vs 83% nel 2021) e -3% tra coloro che dichiarano di provare a ridurre lo spreco d’acqua (74% nel 2022 vs 77% nel 2021).

Acqua, tutela, sprechi e scarsa consapevolezza

Proprio con riferimento all’acqua, la presa di coscienza da parte degli italiani sulla serietà del problema della scarsità dell’acqua è in progressiva crescita, seppur con percentuali ancora ridotte: il 25% tra gli adulti (+4% vs 2021) e il 31% tra i giovani (+15% vs 2021) ritiene infatti la scarsità d’acqua un problema attuale e generalizzato, mentre sono in lenta decrescita i dati di chi ritiene che la disponibilità d’acqua non sia un problema attuale (7% nel 2022 vs 9% nel 2021) oppure che sia un problema solamente di specifiche aree e in specifici momenti dell’anno (68% nel 2022 vs 70% nel 2021). Interessante a questo proposito anche la posizione dei giovani, con una riduzione del 20% rispetto all’anno precedente tra coloro che ritengono la scarsità d’acqua un problema localizzato in specifiche aree e momenti (53% nel 2022 vs 73% nel 2021). Stabile la percezione degli italiani rispetto alle previsioni del World Resources Institute, secondo il quale l’Italia sarà in una situazione di stress idrico elevato entro il 2040, con il 76% degli italiani intervistati che le ritiene veritiere. In merito a ciò, rimane preoccupante l’idea del 17% dei giovani, secondo i quali queste previsioni non sono totalmente veritiere (dato che scende al 12% nel caso degli adulti).

Dalla ricerca Ipsos per Finish emergono poi indicazioni molto interessanti anche in relazione alle percezioni di consumo rispetto alla risorsa idrica. Gli italiani, infatti, sono tra i più spreconi in Europa, con un consumo medio pro-capite di 220 litri al giorno, contrariamente alla media europea di 165 litri. Su questo tema, gli italiani dimostrano di avere una scarsissima consapevolezza: solo 1 su 2 è infatti cosciente del maggiore consumo rispetto agli altri paesi europei, con un dato fortunatamente in progressiva crescita nel corso degli anni (dal 48% del 2019 al 54% del 2022). Interessante anche la crescita di consapevolezza sul tema da parte dei giovani, con un +8% rispetto al 2021 (54% nel 2022 vs 46% nel 2021). Ampliando poi l’analisi al consumo medio per famiglia, la fotografia non è sicuramente migliore: tenendo presente un’ampiezza media delle famiglie italiane di 2,3 persone per nucleo, il consumo medio giornaliero in Italia è di circa 500 litri, e questo dato è riconosciuto solo dal 3% degli italiani adulti (il 9% nel caso dei giovani). Oltre il 68% è infatti convinto che il consumo medio giornaliero per famiglia sia inferiore ai 100 litri.

Ma quali sono i comportamenti che gli italiani mettono in atto per provare a ridurre il proprio impatto sull’acqua e contribuire pertanto alla sua tutela? Il 73% dichiara di chiudere i rubinetti quando non necessario e, giustamente, di utilizzare la lavastoviglie solo a pieno carico (+1% vs 2021 e +7% vs 2020), il 49% si impegna a fare docce più brevi (+4% vs 2021), il 67% preferisce la doccia alla vasca (+4% vs 2021 e +5% vs 2020). Queste attenzioni, fondamentali per la tutela dell’acqua, garantiscono poi un impatto, sicuramente rilevante, anche sul consumo delle risorse energetiche, come elettricità e gas.

Infine, proprio relativamente ai consumi, l’acqua si dimostra ancora la meno controllata dagli italiani, con un trend in linea con gli anni passati. Il 40% degli intervistati, infatti, dichiara di controllare sempre il consumo di energia elettrica, il 38% quello di consumo di gas mentre un limitato 32% si preoccupa del consumo di acqua.

Una buona notizia arriva invece dalle speranze e intenzioni degli italiani in relazione alla gestione delle risorse pubbliche. Sebbene solo una ristretta minoranza degli intervistati (22%) sia conoscenza di cosa sia effettivamente il PNRR e abbia fiducia nella corretta allocazione dei fondi previsti, il 43% di essi ritiene che le risorse debbano essere utilizzate per un uso sempre più efficiente della risorsa idrica, dato secondo solo agli investimenti e ricerca in fonti di energia rinnovabile (57%).

La collaborazione con il Future Food Institute

La collaborazione con il Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare, si svilupperà anche quest’anno con il duplice obiettivo di sensibilizzare alla salvaguardia delle risorse idriche in campo agricolo, con un percorso in costante evoluzione rispetto agli interventi operati in Cilento nel 2020 e nella Valle dell’Etna nel 2021, e di portare avanti un processo formativo verso i più giovani, con l’obiettivo di stimolare, attraverso il dibattito e il confronto, nuova consapevolezza sul problema e nuove idee utili per il futuro del pianeta.

In particolare, con riferimento all’impegno in ambito agricolo, Finish e Future Food Institute sposteranno nel 2022 la propria attenzione in Puglia, a sostegno delle coltivazioni di olivo, con interventi inerenti alla gestione degli oliveti ai fini della lotta alla desertificazione e con specifici interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, sempre in un’ottica di informazione ed educazione al corretto uso della risorsa.

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