Bollino nero in diverse città, alimentazione corretta ancora cruciale per resistere

Nonostante l’afa ed i consigli di consumare frutta e verdura, il reparto perde l’1,8% nei quantitativi acquistati ma cresce dell’1,6% a valore. Frutti di bosco e banane spingono la frutta, mentre zucchine e carote sostengono la verdura

Consumi e volumi per il comparto ortofrutta

Le analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter evidenziano, nel mese di maggio, una frenata per le vendite di ortofrutta nella Gdo. Nel canale ipermercati e supermercati il reparto chiude il mese con volumi in calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il valore riesce a rimanere in territorio positivo, segnando un +1,6%.

Le zucchine, protagoniste attese dall’estate

Il segno meno sui volumi conferma una maggiore difficoltà della domanda, con il valore sostenuto quasi esclusivamente dalla componente prezzo. Il prezzo medio mix dell’ortofrutta cresce infatti del 3,5%, permettendo al fatturato di restare positivo nonostante la contrazione degli acquisti.

La frutta è la componente più debole del mese: perde il 4,2% a volume e l’1,6% a valore. Il prezzo medio mix cresce del 2,7%, ma non abbastanza da compensare il calo dei quantitativi. La categoria mostra un arretramento pieno, sia nella domanda sia nel giro d’affari. Più solida la verdura, che si conferma il principale elemento di tenuta del reparto. I volumi aumentano leggermente (+0,4%), mentre il valore cresce del 6%. In questo caso il contributo del prezzo medio mix, in progresso del 5,5%, risulta determinante.

La IV-V Gamma offre invece una fotografia meno brillante rispetto ad aprile: valore a -0,2% e volumi a +0,2%. Una dinamica che porta la categoria in deflazione.

Vola l’esotico e i frutti di bosco

Le performance migliori arrivano dai frutti di bosco, che si confermano tra le categorie più dinamiche del reparto: crescono sia a valore sia a volume (+15,9%), con un incremento particolarmente significativo del fatturato (+23,6%). La spinta dei quantitativi si accompagna a un prezzo medio mix positivo (+6,6%). Positiva la performance del kiwi, che cresce del 10% a valore e del 14% a volume, nonostante un prezzo medio mix in leggero calo di 3,5 punti percentuali. Le banane mantengono un andamento positivo, con crescita a valore (+4,9%) e volumi sostanzialmente stabili (+0,6).

Cosa va male

Soprattutto arance, meloni e pere. Le prime registrano la flessione più marcata, con un arretramento a doppia cifra sia a volume (-20,7%) cifra sia a valore (-18,2%). In difficoltà anche i meloni, penalizzati da volumi in calo (-11,4%), a causa non tanto di un aumento delle quotazioni (+3,6%) ma di un andamento climatico altalenante. Le pere confermano una dinamica negativa con una perdita di oltre il 7% sia a volume che a valore, nonostante prezzi sostanzialmente stabili.

Da segnalare infine i limoni, che crescono con forza a valore pur perdendo volumi: in questo caso il risultato è spiegato quasi interamente dall’aumento del prezzo medio mix, superiore al 20%. Positiva anche la frutta esotica, che mantiene un andamento favorevole grazie a una crescita combinata di valore, volumi e prezzo medio.

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La classifica degli ortaggi

Nella verdura il quadro è più favorevole, ma la lettura dei dati mostra dinamiche molto diverse tra le singole categorie. I pomodori chiudono il mese con un +10% a valore, ma a fronte di volumi in forte calo. A sostenere il fatturato è il prezzo medio mix, in aumento del 23,8%, il dato più elevato tra i prodotti analizzati e figlio delle ben note problematiche produttive in Sicilia che hanno limitato l’offerta. Tra le performance più interessanti si distinguono le zucchine, che crescono in modo significativo a valore (+15,6%). Bene anche le carote, con una crescita più lineare sia nei quantitativi (+4,4%) che nei prezzi (+2,9%), seguite dalle cipolle che mostrano un andamento simile seppure in minor misura.

Peperoni e asparagi mostrano invece un trend a valore positivo nonostante la contrazione dei volumi. Anche in questo caso, dunque, la crescita del fatturato è legata soprattutto alla componente inflattiva.