Ciliegie, annata difficile per via delle gelate di aprile

Produzione azzoppata nel veronese. E ancora non possiamo dire di essere fuori pericolo poiché manca una settimana all’inizio della raccolta ed il meteo non è clemente

Partirà tra una decina di giorni la raccolta di ciliegie, ma non sarà un’annata da ricordare. Le gelate di aprile hanno provocato danni consistenti, soprattutto nelle zone di pianura e della media-bassa collina. E ora si guarda con preoccupazione alle piogge di questi giorni, che potrebbero causare danni ulteriori.

La raccolta delle ciliegie, in provincia di Verona, uno degli alveari produttivi maggiori, sarà di entità contenuta. Nelle zone di pianura senza impianti antibrina le perdite sono dal 90 al 100 per cento. Con gli impianti antibrina accesi i danni sono stati più contenuti: non ci sarà una piena produzione, ma si arriverà ad un 70-80 per cento. In collina medio bassa ci sono stati pure danni elevati in assenza di impianti, mentre in collina medio alta le temperature non sono andate sotto zero come in pianura e la stagione era in fase meno avanzata di maturazione. Quindi buona parte della produzione si è salvata. La raccolta inizierà intorno al 20 maggio, un po’ in ritardo rispetto alle stagioni precedenti perché in aprile le giornate erano molto fresche.

Secondo Veneto Agricoltura, in Veneto la superficie in produzione dei ciliegi è in calo e si attesta a 2.014 ettari (dato 2020), con un -3,9 per cento rispetto al 2019. Il 77 per cento dei ciliegeti si concentra in provincia di Verona, con 1.549 ettari (-4,4 per cento rispetto al 2019). Seguono le province di Vicenza (268 ettari) e Treviso (132 ettari). La produzione raccolta nel 2020 viene stimata in circa 12.200 tonnellate, con prezzi in ascesa rispetto all’anno precedente: il prezzo medio annuo, sulla piazza di Verona, è risultato pari a 3,10 euro al chilo.

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