Emerge con chiarezza da una analisi in riferimento all’annuncio della Barilla di non voler produrre pasta con farina di insetti

Il messaggio era giunto forte e chiaro fin dai tempi di Expo Milano, nell’anno del Signore 2015. Siamo prossimi agli 8 miliardi di abitanti del pianeta. Siamo in piena recessione, alle prese con una crisi climatica globale e scarsità di acqua. Cambiare dieta potrebbe non essere un vezzo ma una necessità. Da qui, nacque il tema del “cibo del futuro”, cioè utilizzare gli insetti come pietanze. Perché proprio gli insetti? Perché sono presenti in vastissime quantità, si riproducono facilmente, sono privi di grassi e di zuccheri.

Insetti edibili, la risposta degli italiani

La maggioranza degli italiani considera gli insetti totalmente estranei alla cultura alimentare nazionale e non li porterebbe mai a tavola. Emerge con forza da un’analisi in riferimento all’annuncio della Barilla di non voler produrre pasta con farina di insetti. E vediamo qualche numero; il 54% degli italiani sono proprio contrari agli insetti a tavola, mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli il 16% e non risponde il 6%, secondo l’indagine. La commercializzazione di insetti a scopo alimentare è resa possibile in Europa dall’entrata in vigore dal primo gennaio 2018 del regolamento Ue sui “novel food” che permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi. Al momento la Ue ha già autorizzato la vendita, come cibo da portare in tavola per i grilli domestici (Acheta domesticus), la larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e la Locusta migratoria.

Insetti, le ragioni di una scelta

Una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei Paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati, e a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che, anche se iperproteici, sono molto lontani dalla realtà culinaria nazionale italiana ed europea. 

Al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla cultura nazionale, l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità considerato che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari.