Il punto di vista del presidente dell’Uci sulle tante novità che hanno coinvolto il comporto primario in queste ultime settimane

Il sessantanovesimo governo della Repubblica è ormai nato, ha ottenuto la fiducia delle Camere ed è pienamente operativo. In Via XX Settembre si è insediato l’on. Francesco Lollobrigida, i suoi vice sono l’onorevole toscano Patrizio La Pietra ed il collega aquilano Luigi D’Eramo.

L’agricoltura, sarebbe meglio dire l’agroalimentare italiano, è chiamata oggi ad affrontare sfide enormi e dalla portata planetaria.

Le sfide dell’agricoltura di oggi

Il 24 febbraio, data dell’attacco all’Ucraina, ha segnato la fine del periodo di non belligeranza in Europa. La crisi militare si è innestata in quella energetica, già presente, ingrandendone le conseguenze. Difficoltà nelle forniture di cereali e derivati, penuria di olio di semi e fertilizzanti con impennata dei costi produttivi, fenomeno che ha dato slancio all’inflazione, ne sono prodotti immediati. Esiste oggi un nuovo rischio: la dipendenza, non solo energetica ma anche alimentare. Una fattispecie cui non eravamo davvero preparati.

In un contesto di crisi occorre formulare una strategia efficace, capace di affrontare le varie emergenze di questo delicato periodo. Crisi energetica, difficoltà nell’approvvigionamento alimentare, processo di transizione ecologica, sono le grandi sfide che attendono il nostro Paese. C’è un filo comune in tutto questo, ed è il Territorio, che unisce suolo, natura, cibo, economia e tradizione, e le PMI agricole.

La nuova agricoltura

Ecco, io credo che non si possa più parlare solo di agricoltura. Bisogna unirla all’alimentazione, collegarla alla strategia energetica ed indirizzarla senza incertezze verso la transizione ecologica. L’agroalimentare è al tempo stesso made in Italy (e ci rallegra il fatto che sia stata accolta la nostra proposta di istituire un dicastero apposito), indipendenza alimentare, che va difesa strenuamente. Implica la gestione delle risorse territoriali, compresa quella idrica, l’affrontare il tema della siccità. La crisi alimentare è connessa all’attuale crisi finanziaria, economica, sociale, ambientale e climatica. In quanto settore chiave, l’agricoltura è parte della soluzione, ma le politiche mondiali stanno andando nella direzione sbagliata. Il concetto di sovranità alimentare è cresciuto, fino a comprendere una critica radicale della politica neoliberista di questi tempi, interamente demandata alle multinazionali, ed ora il riconoscerne la pericolosità consente di avere un quadro completamente diverso per organizzare politiche alimentari ed agricole adeguate sia a livello internazionale che regionale e locale.

Il cibo delle multinazionali, sempre più sintetico, è chiaramente antitetico alla nostra tradizione e fa presagire uno scontro tra modelli economici, quello ultraliberista delle multinazionali che vogliono attaccare anche il vino e quello mediterraneo, fatto di tradizioni e attento alla salute ed all’equilibrio territoriale. Ma Expo Milano non è passata invano, ormai da queste parti sappiamo benissimo quale è la direzione che dobbiamo intraprendere.

Passare dal Mipaaf al Masaf (Ministero delle politiche agricole, della Sovranità alimentare e forestale), mi sembra dunque coerente con gli obiettivi di medio e lungo periodo che dal punto di vista alimentare questa nuova maggioranza si è posta. Meno chiaro, al momento, è capire come arrivare all’obiettivo. Rimaniamo spettatori interessati a tutte queste questioni e ricordiamo che siamo disponibili ad intervenire.

Buon lavoro signor Ministro

Mario Serpillo, presidente Unione Coltivatori Italiani