Alimentazione post pandemia, cosa mangiano oggi gli italiani?

Cresce l’amore degli italiani per i sughi pronti. Il preferito è il pesto alla genovese, ma nella versione alleggerita, cioè senza aglio

Con il progressivo ritorno alla “normalità” post pandemico, sempre considerando le cautele comunque necessarie, i consumatori italiani stanno recuperando molte delle consuetudini che avevano pre-pandemia. Si torna al lavoro in presenza, si è tornati tutti a scuola, il tempo per cucinare ed avere un’alimentazione più ragionata manca. Tutto ciò si traduce in agende giornaliere più fitte e tempistiche concitate.

Alimentazione, il perchè dei sughi pronti

In questo scenario, i sughi pronti tornano ad essere una soluzione ideale per ottimizzare i tempi della quotidianità e organizzare al meglio tutta la routine familiare. Lo conferma Everli – il marketplace della spesa online – che ha analizzato i propri dati esplorando gli acquisti effettuati sul sito e via app nel corso del 2021, riscontrando interessanti curiosità sui gusti degli italiani in fatto di sughi pronti a livello nazionale e regionale.

Secondo i dati di Everli, lo scorso anno nel BelPaese si è registrato un aumento di spesa del 10% per l’acquisto di sughi pronti, frutto del fatto che un maggior numero di italiani è propenso ad acquistarli (+7% di utenti unici) e che chi già era abituato a metterli nel proprio carrello, ora spende più di prima per questa categoria. Nello specifico, e si direbbe quasi in conseguenza del ritorno alla normalità, Lombardia e Veneto sono le regioni in cui si spende di più per l’acquisto di sughi pronti, ciascuna con ben due province nella top 10 delle località che nel 2021 hanno speso maggiormente online per questa tipologia di prodotti: rispettivamente con Milano (1°) e Varese (9°) e con Padova (5°) e Verona (8°). Inoltre, ci sono ben 3 città del Bel Paese che hanno riportato un notevole incremento di spesa per i sughi pronti nel 2021 rispetto al 2020: in primis Venezia, dove la spesa è aumentata del 44% seguita da Udine (40.5%) e Pesaro e Urbino (27%).

Dove vanno i gusti degli italiani?

Ma qual è il prodotto preferito dai connazionali lavoratori, dunque? Quale specialità regionale, alla fine, prevale? Con una certa sorpresa, abbiamo individuato un sugo che mette tutti d’accordo. In base ai dati di Everli, analizzando la top 10 delle province del BelPaese che più apprezzano i sughi pronti, il “voto” è quasi unanime: vince il pesto alla genovese, però rigorosamente segna aglio (in 8 città su 10), fanno eccezione soltanto Genova e Livorno. Nello specifico, a Genova – terra madre del pesto – non lo si acquista affatto, gli abitanti liguri preferiscono infatti tra i sughi pronti quelli a base di salsa di pomodoro ciliegino, alla salsiccia e il ragù alla bolognese. Mentre a Livorno si preferisce in primis comprare il ragù classico già confezionato e soltanto a seguire il pesto rosso e quello alla genovese, rispettivamente come seconda e terza opzione.

Allargando lo sguardo a livello nazionale e considerando i 20 prodotti più venduti lungo tutto lo Stivale, si conferma lo stesso trend delineato nella top 10: infatti, il prodotto più amato dagli italiani è il pesto alla genovese senza aglio, poi seguito dal pesto classico alla genovese e dal ragù alla bolognese.

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