Le imprese hanno bisogno di essere sostenute contro l’inflazione

La vendemmia ha avuto inizio già da un po’ ed anzi in molti posti è stata anticipata perchè il caldo persistente di quest’estate ha fatto maturare prima gli acini. L’Italia si affaccia alla vendemmia 2026 da maggior produttore mondiale ma dense nubi minacciano le nostre imprese.

Andamento tendenziale controinflattivo

Come in altri settori, c’è un probema di costi. Il vino italiano è stretto nella morsa tra prezzi al consumo in calo e costi di produzione in aumento. A settembre, rileva l’Unione italiana vini (Uiv), l’indice Istat dei prezzi al consumo del vino segna -2,3% su base annua e -0,3% sul mese precedente, mentre le vendite a volume non crescono. Una dinamica in netta controtendenza rispetto all’inflazione generale (+4,2% su base annua) e particolarmente critica per le imprese, chiamate contemporaneamente a sostenere rincari su alcune delle principali voci di costo.

Un’immagine della vendemmia con macchinari elettrici – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.

La struttura dei costi

Pesa, secondo Uiv, soprattutto l’energia elettrica e il gas, con ricadute dirette sulle attività di cantina e indirette sulla produzione del vetro, oltre agli aumenti che interessano trasporti e logistica, prodotti enologici, packaging e materiali. E’ sempre sempre più ampia la forbice tra inflazione a monte e deflazione a valle, che riduce la capacità delle aziende di trasferire i maggiori costi sui listini e comprime i margini. La contemporanea flessione di prezzi e vendite fa sapere che il ribasso allo scaffale non sta producendo, almeno finora, una ripresa della domanda.

Le richieste dei produttori

Occorre contrastare l’aumento fuori misura dell’inflazione. Alle imprese serve un intervento strutturale sul costo dell’energia, sul rafforzamento delle garanzie pubbliche per facilitare l’accesso al credito e strumenti fiscali capaci di incentivare gli investimenti in efficienza energetica e riduzione dei costi produttivi.

Secondo l’Osservatorio Uiv, il settore del vino in Italia esprime un fatturato di circa 14 miliardi di euro realizzato per il 55% attraverso le vendite all’estero, il che assicura una bilancia commerciale in attivo per 7,2 miliardi di euro. Il numero di addetti, indotto compreso, conta circa 900 mila persone lungo tutto il territorio italiano.