Il caldo record di questi giorni ha acceso i riflettori sulla produzione enologica e sulle previsioni della vendemmia di quest’anno

Secondo gli esperti, nell’anno più caldo la vite dimostra la sua straordinaria resilienza climatica, resistendo alle temperature eccezionali.

Un aiuto proviene dalle abbondanti piogge che hanno caratterizzato l’ultima primavera, consentendo alle colture di accumulare importanti risorse idriche e di affrontare queste giornate di forte stress climatico. Un quadro non esente da rischi, attentamente monitorati dai produttori, come quello della peronospora, il fungo delle piante, che si propaga con la pioggia e che sta attaccando i vigneti del centro e sud Italia. La lotta contro la proliferazione della peronospora è stata ostacolata da terreni allagati e quindi impraticabili, alimentando la pressione del patogeno. In questo contesto, emerge la necessità di gestire il vigneto ed affrontare un clima sempre meno prevedibile.

Vendemmia, le previsioni al nord

Nel 2021 si sono raggiunti i 45° gradi. Al momento si riscontra un ritardo nella maturazione delle uve ma con il caldo previsto in queste settimane si prevede di riuscire a recuperare la maturazione. Per quanto riguarda la peronospora i disagi che sta creando sono tangibili e preoccupanti: si stima una perdita tra il 10% e il 20%. Se guardiamo, invece, alla situazione generale del Nord Salento abbiamo una situazione più severa con picchi di perdite che sia aggirano intorno al 70-80%.

Anche in centro Italia la peronospora sta avendo un impatto importante sulla vite. Le piogge quotidiane per settimane hanno reso impossibile per diversi produttori ad entrare nei vigneti ed effettuare i trattamenti necessari, favorendo quindi la proliferazione di questa malattia della vite. Le alte temperature dovrebbero rallentare la pressione definitiva dei funghi ma resta ancora disarmante la perdita, ad oggi stimata al 30% della produzione di uva.

Prospettive al sud

Nonostante l’improvviso rialzo delle temperature che fanno prevedere un inizio vendemmia per l’ultima settimana di agosto, la gestione dell’impianto fogliare e del terreno degli ultimi mesi è stata fondamentale per non disperdere risorse idriche e preservare i grappoli. Questo ha consentito di produrre vini con un grado alcolico entro i 12° gradi. Infine, il caldo anomalo pone un’ulteriore sfida: il consumatore, date le elevate temperature richiede prodotti più semplici, e quindi gradazioni più basse, i produttori ne devono tenere conto.

I fenomeni legati al riscaldamento globale stanno mettendo a dura prova i territori e le imprese: se l’anno scorso il problema era la forte siccità, quest’anno le abbondanti piogge hanno favorito la Peronospora. Tutto questo insegna a essere sempre vigili in quanto non possiamo prevedere il clima ma sicuramente arrivare preparati permetterà alle aziende di affrontare le sfide al meglio. Inoltre, è fondamentale potenziare la ricerca scientifica ed ottenere il sostegno delle istituzioni, che soprattutto a livello europeo spesso risultano lontane dalle nostre istanze.


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