“Si è conclusa un’ottima edizione di Vinitaly, manifestazione che ha confermato la media storica di 150mila visitatori, ma soprattutto ha visto crescere il numero dei paesi presenti”. Lo ha detto, con orgoglio, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, commentando la 49/a edizione di Vinitaly che ha chiuso i battenti ieri sera.
“Siamo – ha spiegato – a 140 paesi esteri, contro i 120 dell’anno scorso. Direi che la giornata di sabato e domenica ha visto una presenza molto alta dei mercati del Nord America, quindi Stati Uniti e Canada. E una significativa presenza della Cina e dell’Asia in generale, quindi anche il Sud-est asiatico, dal Vietnam all’Indonesia alla Thailandia”. E sono presenze di rilievo in quanto “si tratta di paesi che in passato erano poco presenti e che oggi tornano ad essere molto importanti”.
Mantovani ha evidenziato che “da lunedì alla giornata finale c’è stato un bel ritorno dei mercati della Germania, del Nord Europa. Ho citato presenze – ha aggiunto – che rientrano tutte al top della manifestazione: sono il podio di Vinitaly. Poi subito dopo una grande affluenza del mercato anglosassone, in particolare la Gran Bretagna”.
Quanto alla concorrenza di Prowine di Düsseldorf, che quest’anno si è svolto a ridosso di Vinitaly (con numeri, peraltro, pari ad un terzo della rassegna veronese), si puo’ affermare che i competitors ci sono e meritano grande rispetto.
Ma Mantovani non si accontenta e rilancia; “da questa edizione di Vinitaly colgo anche un significato di natura macroeconomica. Abbiamo raccolto la sensibilità di tanti operatori: è ripartito il mercato Italia”. E questa diventa, forse, la notizia più importante perché sta a significare che è tornata in movimento l’economia del nostro paese.