Il rialzo dei prezzi rende il cibo un obiettivo per il mercato nero
Nessuno (forse) lo avrebbe pronosticato, ma il cibo oggi è diventato oggetto di furti. Il fatto di cronaca ci dice molto di più, ci parla probabilmente di un disagio economico sempre più diffuso e, forse, non dichiarato.

Lo scenario
È vero che gli eventi poco rassicuranti del Medio Oriente non sono affatto rassicuranti, è certo che il contesto macroeconomico sia il peggiore degli ultimi 30 anni, ma arrivare a rubare il cibo è un fatto clamoroso. Servirà a sfamare chi non riesce a sbarcare il lunario? Pare di no.
Cosa succede in Salento
Il Salento è diventato terreno di caccia per bande organizzate. Le campagne tra Leverano, Nardò, Copertino e Porto Cesareo, ed altre aree del Leccese, sono sempre più spesso teatro di furti sistematici che mettono in ginocchio gli agricoltori locali. Negli ultimi venti giorni – lo afferma Lecceprima.it – le aziende hanno segnalato episodi purtroppo ricorrenti. Persone malintenzionate entrano in azione al calar del sole, rubando grandi quantitativi di prodotti maturi pronti per la vendita. Soprattutto pomodori, peperoni e zucchine, con operazioni che mostrano una precisione quasi chirurgica, come sembrano confermare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza.
L’entità dei danni
Il danno economico è significativo? Sì: tra 10 e 15 quintali di ortaggi sottratti ogni notte, con perdite da migliaia di euro. Le zone più colpite – Manieri, Pittuini e Caleta – coincidono con le aree nelle quali gli imprenditori hanno concentrato gli investimenti maggiori, amplificando l’impatto dei furti. Per le aziende agricole è quasi notte, il periodo di massimo profitto si è trasformato in una stagione di vigilanza costante. Molti produttori, dopo giornate intere nei campi, passano le notti in auto o organizzano ronde tra le strade interpoderali, nel tentativo di proteggere il raccolto. O peggio, devono vedere aumentare i costi di esercizio per pagare una sorta di vigilanza.

Gli ortaggi oggi hanno visto lievitare i costi di produzione ed i prezzi al dettaglio, generando lo scontento di tanti consumatori, pur consapevoli del difficile contesto geopolitico attuale. Speriamo che l’emergenza cessi quanto prima.