Promozione vitivinicolo, fondi pubblici impiegati male

Secondo la Corte dei conti europea, l’impatto del sostegno dell’UE agli investimenti e alla promozione per accrescere la competitività del settore vitivinicolo non è chiaramente dimostrato.

Secondo la Corte dei conti europea, l’impatto del sostegno dell’UE agli investimenti e alla promozione per accrescere la competitività del settore vitivinicolo non è chiaramente dimostrato. Una relazione pubblicata ieri dalla Corte dei conti europea rivela che la necessità di una misura specifica di investimento a favore del settore vitivinicolo non è giustificata, in quanto tale sostegno esiste già nell’ambito della politica di sviluppo rurale dell’UE.

La relazione si interroga anche sul ruolo delle sovvenzioni dell’UE per la promozioni dei vini, dal momento che spesso sono state utilizzate per consolidare i mercati anziché conquistarne di nuovi o recuperare vecchi mercati. “La coesistenza di misure di investimento analoghe in due diversi regimi è fonte di complessità, tanto che in alcuni Stati membri ha generato ritardi nell’attuazione o limitato in maniera eccessiva la portata degli investimenti ammissibili”, sostiene Jan Kinšt, il Membro della Corte responsabile della relazione.“Inoltre, quando il contributo UE incita le imprese a ridurre proporzionalmente i propri finanziamenti per le azioni di promozione, finisce col divenire, in sostanza, una sovvenzione parziale dei costi operativi di queste aziende, il che non rappresenta un impiego efficiente dei fondi pubblici.”

La Corte ha riscontrato che non vi sono informazioni pertinenti sufficienti per dimostrare i risultati direttamente attribuibili alle misure. Nel caso della misura d’investimento, gli effetti non possono essere facilmente distinti da quelli prodotti dagli investimenti per lo sviluppo rurale. Nel caso delle azioni di promozione, benché le esportazioni di vino nei paesi terzi abbiano registrato un incremento significativo in termini assoluti, l’audit ha rivelato che i vini dell’UE hanno perso quote di mercato nei principali paesi terzi destinatari delle azioni di promozione e che sono aumentate anche le esportazioni di vini dell’UE non ammissibili al sostegno.

Fra il 2009 e il 2013, gli Stati membri hanno speso 522 milioni di euro di fondi UE a titolo della misura di promozione. I fondi relativi a questa misura assegnati agli Stati membri per il periodo 2014-2018 sono notevolmente aumentati (1,16 miliardi di euro a favore dei 27 paesi dell’Unione). Date le difficoltà incontrate dagli Stati membri nell’utilizzare la dotazione 2009 – 2013 inizialmente stanziata per le azioni di promozione, la dotazione 2014 – 2018 rischia di essere troppo elevata, pregiudicando l’applicazione dei princìpi della sana gestione finanziaria.