La buona agricoltura a tutela del paesaggio e dell’identità. Accade per una delle aree archeologiche più belle del Mediterraneo: la Valle dei Templi di Agrigento.
Non solo un sito archeologico di primaria importanza per la Sicilia e l’intero Mezzogiorno d’Italia ma  soprattutto l’affermazione di un modello socio-economico che individua nel recupero delle antiche colture e nella tutela della biodivesità lo strumento indispensabile per salvare il Paesaggio.

E’ il Progetto Diodoros lanciato dal Parco della Valle dei Templi, in collaborazione con unità produttive del territorio, per riproporre la coltivazione nelle aree demaniali, cioè più di 400 ettari. All’inizio del 2014 con il progetto “Agri – gentium” saranno affidati in concessione ulteriori terreni demaniali per scopi sia sociali che produttivi. Al momento dei 400 ettari disponibili solo 120 sono già stati affidati.

La presentazione di questo importante progetto avverrà stamane ad Agrigento e verrà svelato in anteprima “Diodoros – il Vino della Valle”, il primo importante e significativo risultato di questo ambizioso percorso.  Concluderà  Cartabellotta (l’assessore Regionale alla Risorse Agricole e Alimentari) e  Maria Rita Sgarlata (assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana). Sarà  posto in evidenza il grande valore economico e di immagine del progetto Didoros.

La sfida è quella di mettere in campo pubblico e privato per coordinare imprenditorialità di piccola e media entità, per produrre olive ed oli, vino, mandorle e pistacchi con risultati di vera eccellenza e di buona economia. La svolta di questa nuova immagine delle Valle è rappresentata dalla riscoperta delle antiche pratiche colturali e delle produzioni agricole della zona: la vite, l’ulivo, il mandorlo, il pistacchio in tutte quelle varietà che, grazie alla combinazione di fattori pedoclimatici e produttivi dell’area, consentono al territorio di esprimersi al meglio permettendo ai prodotti che ne derivano di avere caratteristiche organolettiche tali da renderli unici. Questo lembo di Sicilia, consacrato agli dei, è un museo vivente dell’agricoltura, un delicato equilibrio che solo il mantenimento delle attività colturali può salvaguardare e consegnare alle future generazioni.

Il vino della Valle Frutto della convenzione tra l’ente parco e CVA Canicattì firmata nel 2011, è il primo tassello di un progetto dal grande impatto comunicativo che aspira a diventare modello di coesione tra pubblico e privato. L’intento è quello di sviluppare un percorso che ha tra i suoi obiettivi quello di recuperare e valorizzare il grande giacimento agricolo del parco e delle aree demaniali elegati ad un’agricoltura di collina che, nel corso dei millenni, ha disegnato il paesaggio selezionando le colture più idonee e innescato economia. L’obiettivo è quello di rilanciare i flussi turistici attraverso alcuni aspetti che possano intercettare un pubblico più vasto che va dagli appassionati di archeologia a quelli del turismo rurale ed eno-gastronomico.

Valorizzazione dell’ambiente e dei prodotti del Parco. Il Parco della Valle dei Templi ha una superficie di 1300 ettari. La legge regionale 20/2000 che ha istituito l’ente, all’articolo 1 comma 2 stabilisce che “il Parco ha finaltà di tutela e di valorizzazione dei beni archeologici, ambientali e paesaggistici della Valle dei Templi e in particolare li cerca di raggiungere a fini didattico –ricreativi e attraverso la promozione di tutte quelle iniziative volte allo sviluppo delle risorse del territorio a fini turistici. Con queste finalità sono state intraprese sin dal gennaio 2002 numerose iniziative con le quali si sono raggiunti importi obiettivi come:

• il recupero e il censimento del patrimonio arboreo esistente;

• la realizzazione del laboratorio per la caratterizzazione e la conservazione del germoplasma di mandorlo, olivo e pistacchio (grazie ai fondi del POR2000/2006);

• l’ampliamento del museo vivente della specie della frutticoltura non irrigua della Sicilia.

Sono stati realizzati interventi per la salvaguardia e la valorizzazione di alcune aree e di alcune varietà impiantate nei terreni del parco. Nel 2006 è stata firmato l’accordo con la società Valparadiso per la raccolta delle olive e l’imbottigliamento dell’olio prodotto dai terreni demaniali. Con l’Associazione “Mandorla di Agrigento” si è siglata la convenzione per la valorizzazione delle varietà autoctone.

Inoltre, la collaborazione con il FAI e con l’Università di Palermo ha portato alla nascita del progetto “Mille Mandorli” che ha condotto all’impianto di 1000 piante in un’area colpita da incendio.