Non calano i crimini contro gli animali

L’ultimo rapporto evidenzia calo delle denunce ma non dei crimini e la pandemia ha di fatto ostacolato le indagini

l rapporto Zoomafia 2021, redatto per Lav (Lega anti vivisezione) dal criminologo Ciro Troiano, è definitivo. In Italia sono diminuite le denunce per crimini contro gli animali, ma sono, purtroppo, aumentati gli episodi di maltrattamento nei loro confronti.

Per arrivare a questa conclusione, gli analisti dell’osservatorio hanno interpellato 140 procure ordinarie e 29 procure minorili, chiedendo di fornire i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali del 2020, sia noti che ignoti, per i reati di questo tipo.

Per comprendere un fenomeno criminale è necessario ricorrere anche all’analisi statistica. Nell’ambito dei delitti contro gli animali scontiamo una certa carenza di dati affidabili. Da anni vengono raccolti i dati relativi ai crimini contro gli animali dalle procure italiane al fine di avere una visione complessiva ancorché non esaustiva dei vari reati.

Il metodo

Esaminando i dati di un campione di 116 procure tra ordinarie e minorili che hanno risposto sia quest’anno sia l’anno passato (più del 70 per cento di tutte le procure), si registra una diminuzione dei procedimenti nel 2020, rispetto al 2019, pari al 3 per cento circa (7.052 fascicoli nel 2019 e 6.866 nel 2020). Il numero degli indagati è, inoltre, diminuito del 21 per cento circa (4.701 indagati nel 2019 e 3.734 nel 2020).

Probabilmente tale flessione non corrisponde a una effettiva diminuzione dei crimini contro gli animali, ma indica una diminuzione delle denunce e dei fatti accertati. In periodo di emergenza le attività di polizia, anche per quegli organi prioritariamente preposti all’accertamento di tali reati, sono state indirizzate, ovviamente, verso altre emergenze.

Consideriamo solo che circa il 30 per cento dei casi accertati vengono perpetrati in un contesto domestico, familiare o di custodia, ambiti in cui i controlli – di per sé già difficili – hanno risentito notevolmente degli effetti della chiusura. Anzi, altri indici, come quello eclatante delle corse clandestine di cavalli, che si sono tenute regolarmente e spudoratamente anche nel periodo di lockdown, indicano che in realtà i crimini contro gli animali non si sono fermati, ha sottolineato in un’intervista lo stesso Troiano.

I crimini più contestati nei confronti degli animali

Dall’analisi dei crimini contro gli animali consumati in Italia troviamo che il reato più contestato è quello di uccisione di animali, con 2.785 procedimenti (432 noti e 2.353 ignoti), pari al 36 per cento del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali (7.708 con 557 indagati) registrati presso le procure che hanno risposto (129). Per la prima volta da anni, da quando l’osservatorio segue l’andamento criminale dei reati a danno di animali, quello di uccisione si posiziona al primo posto superando il maltrattamento. Come sempre, però, la stragrande maggioranza delle denunce per uccisione è a carico di ignoti. Nell’elenco del rapporto Zoomafia troviamo, comunque, altri reati:

  • reati venatori, art. 30 L. 157/92, con 1.025 procedimenti (743 noti e 282 a carico di ignoti), pari al 13 per cento dei procedimenti presi in esame, con 968 indagati;
  • abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, art. 727 c.p., con 960 procedimenti (618 noti e 342 a carico di ignoti), pari al 12 per cento, con 746 indagati;
  • uccisione di animali altrui, art. 638 c.p., con 443 procedimenti (165 noti e 278 a carico di ignoti), pari al 6 per cento, con 253 indagati;
  • traffico di cuccioli, art. 4 L. 201/10, con 29 procedimenti (27 noti e 2 a carico di ignoti), pari allo 0,4 per cento del totale dei procedimenti per reati a danno di animali, con 67 indagati;
  • organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate, art. 544quinquies c.p., con 14 procedimenti (11 noti e 3 ignoti), pari allo 0,2 per cento, e 66 indagati;
  • spettacoli e manifestazioni vietati, art. 544quater c.p., con 7 procedimenti (3 noti e 4 ignoti), pari allo 0,1 per cento di tutti i reati contro gli animali registrati, con 72 indagati.

Pandemia e maltrattamenti animali

Secondo il Rapporto Europol Eu Socta 2021 la pandemia ha avuto un impatto significativo sul panorama della criminalità grave e organizzata nell’Unione europea. I criminali si sono affrettati ad adattare prodotti, modus operandi e schemi illegali per sfruttare la paura e le ansie degli europei e per capitalizzare la scarsità di alcuni beni vitali durante il Covid-19.

La questione criminale entra fortemente in gioco. I crimini contro la natura e gli animali non solo mettono in pericolo la biodiversità e violano i diritti animali, ma hanno conseguenze negative anche sulla nostra vita. “L’aggressione alla natura genera disumanità, crea divari e discriminazioni, diffonde logiche di dominio; rende, in sintesi, l’uomo più tenebrosamente misero, oscurando la sua bellezza interiore e abituandolo alla bruttezza emotiva e all’antiestetica sociale”, ha poi aggiunto Troiano.

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