L’olio d’oliva extravergine alla conquista dei mercati mondiali

Nel 2020 crescita vertiginosa e si stima che tra 5 anni il mercato mondiale varrà qualcosa come 2 miliardi di dollari. L’Italia dovrebbe recitare un ruolo importante nelle dinamiche commerciali

L’olio extravergine di oliva conosce una fase inarrestabile di sviluppo e crescita sui mercati. Ambasciatore della Dieta Mediterranea, antiossidante riconosciuto (nella giusta quantità), orgoglio dei Paesi mediterranei con la Spagna che si bea delle innovazioni tecnologiche apportate che diventa leader mondiale nella produzione, alla fine il prezioso succo estratto dalle olive più buon mette d’accordo tutti.

Giova alla salute, è sempre più richiesto all’estero ed è un simbolo della qualità Made in Italy che fa bene alle vendite delle aziende. Il risultato è nel 2020 sono cresciuti sia i consumi in Italia (+7,4%) sia l’export globale (+15,6%) e intraeuropeo (+24,7%), mentre sul lungo periodo il mercato dell’olio extravergine arriverà a valere quasi due miliardi di dollari entro il 2026 (in crescita rispetto al miliardo e mezzo di questo sciagurato 2020).

Tutto bene dunque? Quasi. L’Italia in questa classifica arranca, finendo scavalcata anche dalla Grecia come quantitativo prodotto, che non cresce da tempo. L’esempio della Spagna (che produce 7 volte più di noi) ed il focus sulle prossime rosee tendenze, ci induce a credere che sarebbe opportuno valutare un ringiovanimento varietale oltre che l’introduzione di una dose massiccia di tecnologia sostenibile. Vedremo come risponderanno istituzioni ed aziende italiane.

Per il momento, possiamo dire solo che questi dati emergono da un’indagine di Espresso Comunicazione condotta sulle testate internazionali in merito alla crescita del mercato globale dell’olio extravergine d’oliva.

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