Elementi indispensabili per la transione ecologica ma al tempo stesso potenziali inquinatori dell’ambiente, con tantirischi geopolitici per il futuro

Le usiamo tutti i giorni pur senza saperlo. Sono già nelle nostre vite ma sono invisibili. Le terre rare sono indispensabili per costruire superconduttori, magneti, fibre ottiche, batterie per auto ibride e motori elettrici. Si tratta di materiali preziosissimi per affrontare le sfide della transizione energetica e della rivoluzione digitale. Ma rischiano il paradosso in quanto i processi estrattivi sono estremamente inquinanti. Ed inoltre si tratta di un campo in cui la Cina esercita un monopolio indiscusso, che nei prossimi anni renderà sempre più difficile per le aziende occidentali procurarsi queste materie prime con relative possibili tensioni geopolitiche.

Ricavare terre rare riciclando rifiuti elettronici è ora possibile, ma ha costi elevati e un impatto ambientale non indifferente. Almeno per ora: una nuova scoperta realizzata nei laboratori della Rice University di Houston promette di cambiare la situazione, rendendo sostenibile la produzione di terre rare dai rifiuti.

La transizione ecologica

Succede che l’acqua utilizzata nei processi estrattivi non può essere reiniettata nel terreno. Quando gli Stati Uniti hanno chiuso le loro miniere di terre rare, però, i fornitori stranieri hanno aumentato i prezzi a dismisura. Per questo motivo in molti guardano con interesse alla possibilità di ottenere le terre rare per altre vie. L’iniziativa texana, riportata da Science Advances, è di buon auspicio perché permetterebbe di ridurre l’impatto ambientale della filiera del riciclo, utilizzando lo stesso sistema per lavorare tipologie molto diverse di rifiuti: non solo dispositivi elettronici, ma anche le cosiddette fly ash (o ceneri volanti) che rappresentano il sottoprodotto della combustione del carbone nelle centrali termoelettriche, e i fanghi rossi che si ottengono nella produzione industriale dell’alluminio.

Se applicato su scala industriale, questo metodo di riciclaggio potrebbe liberare in breve tempo gli Stati Uniti o l’Unione Europea dalla necessità di acquistare le terre rare dall’estero. E viste le sfide che ci attendono nei prossimi anni per decarbonizzare il pianeta, si tratterebbe senz’altro di un traguardo importante.


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