La domanda tiene ma si pensa che in futuro si andrà sempre più su qualità  e mercati più ricchi

La stagione del kiwi 2025/2026 si avvia verso la chiusura ed è positiva. Il comparto continua a crescere ma con un equilibrio piuttosto incerto, costruito più per compensazioni continue che per reale stabilità.

Areale produtivo di kiwi

Italia e Grecia restano oggi i due poli principali dell’evoluzione del kiwi in Europa, protagonisti di una fase espansiva che però non cancella le complessità della filiera. Dopo un avvio prudente, condizionato dalla variabilità climatica e da un atteggiamento attendista degli operatori, il mercato ha progressivamente trovato una sua direzione. La domanda nel corso della campagna ha mostrato una tenuta significativa.

La richiesta ha retto anche grazie a un trend di consumo ormai consolidato, che premia alimenti percepiti come salutari e funzionali. Ma spesso è la gestione commerciale, più che la domanda al consumo, a determinare l’equilibrio finale.

Italia, recupero ma le complessità restano

In Italia la stagione evidenzia segnali chiari di miglioramento rispetto agli anni recenti. Le produzioni sono tornate su livelli più solidi, con una maggiore regolarità agronomica e una qualità mediamente buona, soprattutto sul kiwi verde, che rappresenta l’ossatura del settore.

La pressione fitosanitaria resta costante e impegnativa, i costi di produzione continuano a salire e la frammentazione della struttura produttiva limita la capacità di risposta rapida ai cambiamenti del mercato. In questo scenario si inserisce la crescita delle varietà a polpa gialla e rossa, considerate tra le leve più interessanti per il futuro del comparto, tipologie che stanno conquistando spazio nei mercati europei e internazionali. Si rischia una sovrapposizione produttiva? Il riferimento è all’ingresso di nuovi impianti, spesso sostenuto da aspettative di crescita lineare della domanda su vecchi e nuovi mercati.

Grecia, crescita rapida e competitività aggressiva

Se l’Italia, nonostante tutto, mostra segnali di consolidamento, la Grecia si conferma uno degli attori più dinamici dell’intero panorama europeo. Anche nella stagione 2025/2026 la crescita dei volumi è stata significativa, sostenuta dall’entrata in produzione di nuovi impianti e da condizioni climatiche favorevoli.

Anche per la Grecia, tuttavia, la fase espansiva non è priva di incognite. La crescita veloce degli impianti giovani espone il sistema a una maggiore sensibilità climatica e produttiva.

Il tema varietale, in particolare, apre un nuovo fronte competitivo. Le varietà a polpa gialla stanno diventando anche per la Grecia un terreno di confronto diretto con l’Italia.

Mercato in equilibrio, ma non senza tensioni

Nel complesso, la stagione 2025/2026 ha mostrato un equilibrio sorprendentemente ordinato tra domanda e offerta, senza eccessi particolarmente marcati né sul fronte dei prezzi né su quello delle giacenze. Tuttavia, la fotografia non è priva di sfumature.

Ma, c’è un ma. L’equilibrio non nasce da una stabilità strutturale, bensì da una gestione molto attenta e continua dei flussi commerciali. Un equilibrio costruito giorno per giorno, più che di una condizione naturale del mercato.

A complicare il quadro restano alcuni stock ancora presenti sia in Grecia sia in Italia, non sempre facilmente smaltibili nei prossimi mesi. Un elemento che conferma come la tenuta della campagna sia stata il frutto di un lavoro costante di compensazione tra volumi, destinazioni commerciali, tempi di vendita e posizionamento.

Il kiwi, una stagione positiva che però pone domande importanti sul futuro

Prospettive per la prossima stagione

Guardando alla stagione 2026/2027, le prospettive restano orientate alla crescita dei volumi, sia per il kiwi verde sia per le varietà a polpa gialla e rossa. Ma il punto centrale non sarà tanto la quantità prodotta, quanto la capacità della filiera di assorbire questa crescita senza comprimere eccessivamente i margini.

Il rischio emergente non è la mancanza di domanda, ma una sua crescente selettività. Il mercato premierà sempre di più qualità costante, programmazione commerciale e capacità di presidiare i mercati premium.

Da qui la necessità di un cambio di passo. Produrre di più, da solo, non sarà sufficiente. Serviranno maggiore precisione agronomica, più coordinamento commerciale e una visione più chiara del posizionamento.