Economia circolare dai rifiuti elettronici

Il progetto riguarda lo smaltimento di smartphone che vengono poi inviati ad un’impresa sociale che impiega detenuti per il recupero dei materiali


Oggi si parla tanto di economia circolare che, prima che ancora ambientale, è una sfida geometrica e produttiva. Il nostro modello di sviluppo è lineare, ed in un “modello lineare” la nostra società produce, consuma e dismette. Le materie prime vengono estratte, elaborate e utilizzate per poi finire nelle discariche o negli inceneritori, è un ciclo che si compie.

Esiste però un modello opposto, un modello di economia “circolare” in cui alla materia si guarda con l’intenzione di trasformarla, piuttosto che renderla obsoleta. E’ dunque un modello di società in cui i rifiuti non esistono e anzi producono nuovo ‘valore’, non solo economico ma anche sociale. In effetti una società a zero rifiuti sarebbe auspicabile.

Prendiamo i rifiuti elettronici; il Global E-Waste Monitor 2020, ci dice che, a livello mondiale, nel 2019 sono stati prodotti circa 53,6 milioni di tonnellate di Raee, di cui il 9% è costituito da cellulari e laptop, e stima che nel 2030 la quantità di rifiuti elettronici generati supererà i 74 milioni di tonnellate.

Trasformare la linea in un cerchio è quindi imprescindibile e alcune aziende ci stanno provando. Ad esempio, Vodafone si impegna a raccogliere e ricondizionare gli smartphone non più utilizzati per donare loro nuova vita (buona pratica che si affianca alla rigenerazione e al riutilizzo delle Vodafone Station). L’azienda di telecomunicazioni in occasione del Black Friday, ribattezzato Green Friday, lancia un nuovo progetto di economia circolare che consente a chiunque, a partire dal 22 novembre e per le successive tre settimane, di portare un vecchio smartphone in un Vodafone Store.

A questo punto ci sono due possibilità. Se il dispositivo ha un valore residuo, Vodafone offrirà al cliente uno sconto sull’acquisto di un nuovo dispositivo nell’ambito dell’iniziativa Vodafone Smart Change, destinandolo il vecchio device a nuovo utilizzo; questo consente ai clienti Vodafone di essere sostenibili – non facendo diventare rifiuto un dispositivo che ancora non è arrivato al termine della sua vita utile – e di ottenere dei vantaggi concreti sull’acquisto del nuovo grazie a una super valutazione dell’usato.

Se invece il vecchio smartphone non ha un valore residuo pur essendo ancora funzionante, il cliente ha la possibilità di donarlo avviando così i componenti al ricondizionamento integrale o di eventuali parti a opera dei detenuti del Carcere di Bollate, nell’ambito di un progetto volto al reinserimento nel mondo del lavoro dei detenuti. Sì perché l’economia circolare non si limita solo al valore dell’oggetto in sé, ma punta a creare nuovo valore per la società.

I dispositivi portati nei Vodafone Store di tutta Italia saranno consegnati a Fenixs, un’impresa sociale che opera nella II Casa di Reclusione di Milano-Bollate. Fenixs si occupa di reinserire nel mondo del lavoro i detenuti, impiegandoli nel ricondizionamento del materiale informatico dismesso da precedente utilizzo.

La possibilità di svolgere un’attività lavorativa nel corso della detenzione è uno degli strumenti fondamentali per la riabilitazione e risocializzazione del recluso. Due le attività del progetto Fenixs: la prima – che è anche l’attività nativa dell’impresa sociale – vede il ricondizionamento di materiale informatico dismesso con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti elettronici e di portare sul mercato prodotti altrimenti destinati alla distruzione; la seconda, attiva dal 2019, è quella di trattamento dei Raee.

Quanta CO2 hai risparmiato?

Fra le altre iniziative di Vodafone per il suo Green Friday, c’è inoltre la creazione di un contatore che consente ai clienti Vodafone di sapere quanta CO2 hanno risparmiato nell’utilizzo dei loro Giga di traffico grazie al fatto che la rete Vodafone è alimentata da elettricità proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Vodafone Italia già da novembre 2020 alimenta la sua rete tramite l’acquisto di energia prodotta al 100% con fonti rinnovabili certificate per la propria rete e anche per i propri uffici. Il contatore è visualizzabile sia sulla pagina dedicata nella My Vodafone app del singolo cliente, sia sulla pagina dedicata sul sito web Vodafone. Su entrambe è inoltre possibile visualizzare il risparmio di CO2 dell’intera community Vodafone.

Il Gruppo Vodafone, a livello mondiale, si sta impegnando per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero (net zero) entro il 2040. Limite temporale che si fa ancora più ambizioso per Vodafone Italia, che conta di raggiungere il traguardo net zero già nel 2025

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