L’ottimismo non c’è. Pandemia ed inflazione preoccupano come non mai mentre si affacciano decisamente all’orizzonte anche forti preoccupazioni per il climate change

Il nuovo anno è già iniziato, ma gli italiani come lo vivono? Quale sentimento prevale tra i connazionali, esposti alla bufera Covid -19 da ormai due anni? Non c’è scoramento ma nemmeno fiducia. E’ come se ci sentissimo “in bilico sul trampolino, pronti al grande salto verso il nuovo futuro a cui la pandemia sembra aver dato inizio, ma allo stesso tempo su quello stesso trampolino ancora trattenuti dalle incognite del momento“. È questa l’istantanea degli italiani scattata da due indagini dell’ufficio studi Coop di dicembre; la prima su un campione rappresentativo della popolazione italiana e la seconda sulla community di esperti del sito italiani.coop.

Un italiano su 3 ancora associa al 2022 la parola “speranza”, e subito dopo per il nuovo anno si auspica “ripresa” (16%) e “cambiamento” (15%), ma è il “timore” la parola chiave che raddoppia le citazioni rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Siamo preoccupati per l’ambiente e confidenti nelle opportunità della tecnologia, e guardiamo al nuovo anno ripromettendoci di prenderci cura di sé (57%), di cercare un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata (56%) e di uscire dalla pandemia con l’ambizione di rivedere le proprie priorità (55%), magari costruendosi una nuova vita (21%).

Consapevoli dell’emergenza (78%) e pronti all’azione (97%) per contrastare il climate change, ma ancora alla ricerca di soluzioni pratiche per rendere più sostenibile la vita quotidiana. Gli italiani manifestano una fiducia quasi cieca nella tecnologia; quasi 9 italiani su 10 si vedono nello spazio entro il 2050 e 6 su 10, se potessero, manderebbero già oggi cartoline dalla luna. Entro il 2030 la realtà virtuale farà parte della quotidianità per il 57% degli intervistati, nello stesso periodo per 4 italiani su 10 la carne sintetica sarà consuetudine sulle nostre tavole e sulle nostre strade circoleranno auto a guida autonoma per un intervistato su tre (37%).

Ma cosa ci attendiamo sul fronte macroeconomico? Siamo preoccupati dall’instabilità politica (con gli effetti sul Pnrr) e la crescita dei prezzi, stimata al 2,9% dal nostro panel di esperti. La dinamica inflattiva tiene in ostaggio i consumi delle famiglie e costringe il budget nei confini delle spese obbligate (utenze e salute, soprattutto).

Ma l’epicentro della prossima crescita dei prezzi riguarderà il carrello della spesa. Infatti, i manager della filiera alimentare stimano un incremento medio dei prezzi alimentari superiore ai 3,5 punti percentuali con una ondata inflattiva che, per il 63% del campione, riguarderà sicuramente tutto il 2022. Tra promozioni, ricerca di punti vendita e canali più convenienti e riduzione degli sprechi molti italiani fronteggeranno il carovita con un diffuso downgrading del carrello, soprattutto al Sud e nella lower class. Ma per i manager della filiera (il 61% degli intervistati) il 2022 sarà soprattutto l’anno della marca del distributore, la soluzione per permettere acquisti con il migliore rapporto tra qualità e prezzo.


Pubblicato il