Il tema è sempre l’aumento dei costi di produzione, che affligge soprattutto i produttori

Non trova le giuste soluzioni il settore dei salumi. L’aumento dei costi alla produzione delle aziende si riverbera sulla gdo che si è trovata costretta a praticare aumenti di prezzi, per quanto ancora contenuti. Presenti anche le richieste di moratoria sui prezzi dei listini da parte delle Associazioni di rappresentanza. Ma chi sta a monte della catena produttiva, le aziende del settore, non è più in grado di sopportare il carico derivante dai forti aumenti delle materie prime e dell’energia.

La questione dei costi lungo la filiera

L’intero settore è in profonda sofferenza e rifiutare oggi gli adeguamenti dei prezzi, già programmati, significa mettere a rischio la tenuta dell’intera filiera suinicola a monte della distribuzione: allevamenti, impianti di macellazione e salumifici. In particolare, a soffrire dei forti aumenti del costo della materia prima nazionale sono le produzioni DOP. Assica, l’associazione dei produttori chiede di avviare un dialogo schietto e fattivo lungo tutta la filiera, “perché serve condivisione e la collaborazione di tutti per affrontare la difficile situazione contingente.”

Le proposte di Assica

“Le aziende del settore, per molti mesi, hanno assorbito interamente il peso inflattivo o lo hanno trasferito nei listini solo in minima parte rispetto ai rincari dei costi subiti, per contenere – al limite delle loro possibilità – gli effetti sui consumi delle famiglie; gli aumenti applicati sui listini dei salumi sono decisamente inferiori al 20% dichiarato nei comunicati dalla Distribuzione. L’inflazione per quanto riguarda i salumi, infatti, è molto al di sotto di quella registrata in altri settori (circa 5% in meno). Oggi questo peso non può più essere sostenuto dalla sola industria”, le richieste di Assica.

Forte giunge l’accorato appello alla Distribuzione; “consapevoli che aumenti dei prezzi dei prodotti finiti potrebbero deprimere i consumi, soprattutto in questa fase storica così complessa, e ad invitarla ad un’assunzione di responsabilità, ad una condivisione dell’impegno fino ad oggi sopportato dall’industria, che consenta alle aziende di non chiudere e ammortizzi l’impatto su consumatori e famiglie.”