Consumi, il carrello della spesa è ancora tricolore

Il cibo made in Italy genera un giro d’affari significativo, pari ad un controvalore di oltre 8 miliardi di euro. Non solo, il dato più significativo è che c’è stata una certa crescita anche durante la pandemia

Il made in Italy fa ancora la differenza nel carrello della spesa. Il giro d’affari degli oltre 22 mila prodotti alimentari che evidenziano la provenienza nazionale in etichetta ha fatto segnare un confortante +7,6% nel 2020 (contro il +2,1% del 2019), superando così gli 8,4 miliardi di euro di vendite nei supermercati e ipermercati italiani.

L’indagine che premia l’italianità come uno dei trend più dinamici e significativi, anche durante la pandemia, viene direttamente dall’Osservatorio Immagino di Gs1 Italy, che ha realizzato il primo “censimento” del fenomeno Italia nel mondo del food di largo consumo, monitorando, fin dalla sua prima edizione, otto diverse indicazioni relative all’origine italiana dei prodotti, riportate sulle loro confezioni.

La più importante sia per numero di referenze sia per giro d’affari resta la bandiera italiana: compare su quasi 13 mila prodotti alimentari che generano il 14,7% del sell-out totale di supermercati e ipermercati. Il podio delle performance di vendita più brillanti nel 2020 spetta però alle indicazioni geografiche Dop (+11,2%) e Igp (+11,1%) e al claim “100% italiano” (+9,5%).

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