Cibo italiano, sempre più bio

Crescono parecchio produzione e consumi. Italia giunta al 15% di superficie agricola dedicata alle coltivazioni biologiche, incremento record per via della pandemia.

Probabilmente dev’essere l’effetto della pandemia. Ma c’è da segnalare che sono saliti alla cifra record di 3,3 miliardi di euro i consumi domestici di alimenti bio. L’elemento decisivo è la svolta green e salutista degli italiani per via dell’emergenza Covid, secondo uno studio sulla base dei dati Ismea relativi all’anno 2020.

L’Italia diventa così il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico, potendo ormai contare su ben 80.643 operatori coinvolti (+2%) mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%), con percentuali a due cifre per la Provincia di Trento (+31,3%) e il Veneto (+25,4%).

Ma è il sud a guidare la classifica delle superfici con il record della Sicilia su oltre 370mila ettari, seguita dalla Puglia con 266mila ettari e la Calabria che sfiora i 208mila ettari. Al centro le prime tre regioni per superfici a bio sono il Lazio con 144mila ettari, la Toscana con oltre 143mila e le Marche con più di 104mila. Più su primeggia la classifica l’Emilia Romagna con 166mila ettari, seguita dalla Lombardia con 56mila ettari e dal Piemonte con quasi 51mila.

L’Italia ha oggi il record europeo di campi bio con il 15,8% della Superficie agricola utilizzata (SAU) a livello nazionale nel 2019 contro il 10,1% della spagna, il 9,07% della Germania e l’8,06% della Francia. A livello regionale, in Calabria più 1 campo su 3 è bio (36,4%) mentre in Sicilia si sfiora il 26% del totale, ma percentuali a due cifre al Sud si registrano anche in Puglia (20,7%), Basilicata (21%), Campania (13,1%), Abruzzo (11,4%) e Sardegna (10,2%). 

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