Carrello della spesa sempre più vuoto

La causa è sempre il caro vita. Tra i prodotti ad avere avuto i maggiori aumenti ci sono oli di semi, (+66%), il burro (+31,9%) e la farina (+21,5%) seguita dalla pasta (+21,1%)

Si svuota il carrello della spesa degli italiani, che si vedono costretti a tagliare del 3 % le quantità di prodotti alimentari acquistate rispetto ai 12 mesi precedenti, a causa del balzo in avanti dei prezzi. Il dato emerge dall’analisi sui dati Istat relativi al commercio al dettaglio nel primo semestre dell’anno, che su base annua arriva a far registrare una diminuzione delle quantità di beni alimentari acquistate per il sesto mese consecutivo.

Cosa sta succedendo alle tasche degli italiani

In sostanza, gli italiani sono costretti a spendere di più per acquistare meno prodotti per effetto delle dinamiche dei prezzi, impennati negli ultimi mesi. Gli alimentari hanno stabilito un aumento record complessivo del +9,6% tra prodotti freschi e lavorati nel mese di luglio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Aumento dei prezzi alimentari, a cosa è dovuto?

L’aumento dei prezzi scatenato dal mix esplosivo dell’aumento dei costi energetici e del taglio dei raccolti a causa del clima, costerà nel 2022 alle famiglie italiane quasi 9 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare, secondo l’analisi su dati Istat. In cima alla classifica dei rincari a luglio ci sono gli oli di semi, (+66%) soprattutto quello di girasole che risente del conflitto in Ucraina che è uno dei principali produttori e ha dovuto interrompere le spedizioni causa della guerra, mentre al secondo posto c’è il burro (+31,9%) e al terzo la farina (+21,5%) seguita dalla pasta (+21,1%) proprio nel momento in cui nelle campagne si registrano speculazioni sul prezzo del grano con forti e ingiustificati cali dei compensi riconosciuti agli agricoltori.

Al quinto e sesto posto entrano riso (+18,8%) e margarina (+18,7%). A seguire i gelati che aumentano del +18,2% e il latte (+15,9%) ma rincari a doppia cifra si registrano pure per la carne di pollo (+15,7%), le uova +13,8% e il pane con +12,5%.

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