Cala la quantità di cibo acquistata dagli italiani per il quinto mese consecutivo. L’inflazione erode il potere d’acquisto, salari fermi al palo da anni.

Il caro prezzi rimpicciolisce la spesa alimentare degli italiani, che risulta in calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Emerge dall’analisi sui dati Istat relativi al commercio al dettaglio a maggio, che su base annua fanno registrare una diminuzione delle quantità di beni alimentari acquistate per il quinto mese consecutivo. Il risultato positivo in valore è dovuto esclusivamente all’aumento dei prezzi che per i beni alimentari, in media dell’8,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo l’analisi su dati Istat a giugno. Dal 8,6% dell’olio di semi al +13,4% dei gelati, i rincari dei costi energetici e di produzione alimentati dalla guerra in Ucraina contagiano i prezzi nel carrello della spesa con aumenti che colpiscono duramente le tavole dei consumatori.

Come ormai sappiamo, i maggiori rincari sono sugli oli di semi ed al secondo posto c’è il burro con un +27,7%, al terzo la farina, con i prezzi in salita del 20,5% trainati dagli aumenti del grano che interessano anche la pasta, in salita del 18,3%. Quinta piazza per la margarina (+16,8%) e sesta per la carne di pollo (+15,1%), mentre alla settima c’è il riso, con diecimila ettari seminati in meno quest’anno per la siccità che sta tagliando anche i raccolti, a dimostrate la difficoltà di quest’estate in cui la pandemia rinvigorisce. Rincari a doppia cifra pure per le uova (+13,6%).

L’impatto dell’inflazione è evidenziata dal fatto che, in controtendenza, volano gli acquisti di cibo low cost, con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +9,8% nelle vendite in valore, il più elevato nel dettaglio tradizionale. Il risultato dei discount sottolinea la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo e su beni essenziali. La punta dell’iceberg della situazione di difficoltà in cui si trovano i consumatori sono 2,6 milioni di persone costrette addirittura a chiedere aiuto per mangiare, in aumento nel 2022 a causa della crisi scatenata dalla guerra in Ucraina con l’aumento dell’inflazione, dei prezzi alimentari e i rincari delle bollette energetiche.

Il Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead) in Italia aiuta 2.645.064 persone tra cui 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili. Insomma, un’estate davvero difficile.


Andrea