Il primo progetto per abbattere le barriere architettoniche in cantina e rendere l’esperienza enoturistica accessibile e fruibile anche ai disabili motori, cognitivi e sensoriali verrà presentato il 9 maggio a Conegliano Veneto (Treviso).

“Il vino vuole farsi portavoce di un mondo aperto e sempre più etico, a misura di tutti. Un obiettivo che le Città del Vino vogliono sostenere attraverso il progetto Cantine senza barriere – sottolinea il direttore dell’Associazione, Paolo Benvenuti. “La disabilità oltre a rappresentare diritti particolari e maggiori tutele è una voce già attiva del settore turistico, che muove circa 127 milioni di persone nel mondo, di cui 90 milioni soltanto in Europa”.

Il progetto “Cantine senza barriere” ha cominciato a censire, per ora in nord Italia, un campione di 100 aziende, riscontrando che una quota del 20 per cento si presenta con una “buona accessibilità”, un 30 per cento con “accessibilità media” e oltre il 40 per cento con “accessibilità ridotta”. Ma come conciliare le esigenze funzionali della produzione con quelle particolari di un enoturista disabile, motorio, visivo o cognitivo?

“A fine 2015 avremo un quadro più ampio e dettagliato per aggredire il problema – dichiara Pio Bonato, coordinatore dell’associazione “Cantine senza barriere”.

Il progetto che coinvolge la rete dei 450 Comuni Città del Vino punta ai seguenti obiettivi:

– un ampio censimento nazionale sul grado di accessibilità delle esperienze enoturistiche, sia in cantina e in vigna che sul territorio (collegamenti infrastrutturali, strade, stazioni, etc);

– promuovere la buona progettazione e/o ristrutturazione delle cantine per renderle accessibili a disabili motori, cognitivi, sensoriali e a tutti coloro, come gli anziani, che pur non essendo disabili hanno ridotte capacità motorie. Per buona progettazione s’intende: presenza di ascensori per spostarsi con facilità da un livello all’altro; buona acustica; presenza di ampi spazi di mobilità; presenza di cartellonistica esplicativa del processo produttivo; altri elementi utili per la comprensione del ciclo di produzione; presenza di personale sensibile in materia di accessibilità e di altri fattori che promuovano la “capacità autonoma del disabile”. In genere le cantine di più recente costruzione si avvicinano maggiormente a tali criteri rispetto a quelle più datate;

– arrivare a una certificazione delle cantine accessibili;

– creare buone pratiche di realizzazione sia in cantina che in vigneto e aumentare la sensibilità dei produttori su questi temi;

– infine sviluppare linee guida per i progetti urbanistici e i piani regolatori nei territori a forte vocazione vitivinicola.

Il progetto sarà presentato il 9 maggio a Conegliano Veneto (ore 10-12, Scuola Enologica “Giovanni Battista Cerletti). A seguire il consiglio nazionale delle Città del Vino.

Presenterà Massimo Piani, presidente dell’associazione, a cui seguiranno ospiti importanti che toccheranno tematiche di architettura con Gianpaolo Bortolin, e ancora l’associazione Città del Vino che darà una visione sull’evoluzione del turismo del vino in Italia e “Spazio Cantine” sull’accoglienza dei territori.

Interverranno: Vasco Boatto, direttore del Cirve Università di Padova; Floriano Zambon sindaco di Conegliano Veneto; Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene; Giancarlo Vettorello, Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene, Sergio Costanzo Coordinatore del Gruppo Associazioni per un’Abile Città.

Inoltre Michele Crivellaro sull’importanza di saper approcciare “nuovi consumatori” e nuovi stili di consumo presentando i risultati di una indagine preliminare svolta da Csqa-Valoritalia.

Nell’occasione saranno presentate alcune cantine che hanno già aderito al progetto: Cantina Mori Colli Zugna di Trento, Cantina Tramin di Termeno, Cantina Val d’Oca di Valdobbiadene e la Cantina La Tordera di Vidor.

Info www.cantinesenzabarriere.it.


Andrea