Secondo un recente studio, la maggior parte dei cittadini europei chiede una revisione dell’attuale normativa sul benessere animale nell’Ue.

Lo scorso ottobre la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica rivolta a cittadini europei, allevatori, imprese, autorità degli Stati membri e ong, per chiedere di formulare opinioni e proposte circa l’adeguatezza delle attuali norme sul benessere degli animali. Quasi sei mesi dopo, e con 60mila risposte ricevute – un numero record per una consultazione pubblica – i risultati mostrano il sostegno schiacciante per un’Europa senza gabbie negli allevamenti.

Un risultato così schiacciante lascia intendere una presa di consapevolezza sempre più diffusa da parte dei cittadini europei, che avevano già manifestato la propria volontà di vietare l’uso delle gabbie con l’iniziativa End the cage age. La petizione lanciata nel 2018 raccolse oltre un milione e mezzo di firme, rendendola di fatto una delle più grandi mobilitazioni popolari a favore degli animali negli allevamenti.

Depositate presso la Commissione europea, le firme della petizione End the cage age hanno trovato supporto nel voto favorevole del Parlamento europeo e della Commissione, che a giugno 2021 ha annunciato la decisione di lavorare per il bando totale delle gabbie entro il 2027.

La Commissione si impegna in particolare a studiare “l’introduzione di regole o standard per i prodotti importati che siano equivalenti a quelli dell’Ue”. Entro la fine di quest’anno, la Commissione valuterà quindi i dettagli della proposta legislativa che sarà presentata nel 2023 e che avrà bisogno dell’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue.

Nel frattempo, i risultati della consultazione pubblica indetta dalla Commissione europea rilevano come una netta maggioranza di cittadini europei sia a favore della revisione dell’attuale normativa sul benessere animale nell’Ue. I cittadini chiedono infatti maggior sostegno per l’inclusione di più specie nel campo di applicazione della legislazione, la fine dell’uccisione dei pulcini appena nati, la fine dello stordimento in acqua elettrificata degli animali con una preferenza per metodologie più adeguate a stordire realmente gli animali prima della macellazione e nuove regole specifiche per la macellazione dei pesci allevati.

Circa, poi, il trasporto di animali vivi, la richiesta è di vedere stabiliti tempi massimi di viaggio, il divieto di esportazione di animali vivi in Paesi terzi e il divieto di trasporto di vitelli non svezzati. Infine, i cittadini europei hanno espresso un sostegno massiccio per un’etichetta sul benessere degli animali che includa anche informazioni per verificare se o come gli animali sono stati trasportati e macellati.

Su questi risultati la Commissione Ue svilupperà le proprie valutazioni d’impatto per le nuove proposte legislative che saranno adottate nell’inverno del 2023. Intanto i lavori per un’eliminazione graduale ma totale delle gabbie negli allevamenti per 300 milioni di animali tra galline, scrofe, vitelli, conigli, anatre e oche proseguono, una scelta di civiltà per un’Europa più giusta.


Andrea