Agroalimentare made in Italy, parte il primo mini bond

Strumento con cui 8 aziende del sud finanziano la crescita ecosostenibile e si aprono all’internazionalizzazione. Si apre una nuova era per il cibo del mezzogiorno.

L’agroalimentare del sud comincia a prendere la via della finanziarizzazione per creare aziende più moderne e aperte ai mercati. E’ infatti partito il ‘Bond Food Mezzogiorno”, il primo programma di emissione di minibond lanciato da UniCredit e Sace per finanziare i piani di sviluppo di medio-lungo termine, legati sostanzialmente alla crescita sostenibile ed internazionale delle imprese del Sud appartenenti al settore agroalimentare.

L’iniziativa prende il via grazie a otto imprese del Mezzogiorno che hanno emesso minibond a tasso variabile e di durata pari a 7 anni, sottoscritti da UniCredit: Caffè Moak, Cantine Ermes, Gustibus Alimentari e Pastificio Di Martino le quali hanno beneficiato della garanzia Sace, a cui si aggiungono Caseificio Palazzo e Gruppo Leone (Mangimi Leone, Almeda e Leone Group). In tutto le risorse complessive raccolte sono state pari a oltre 27 milioni di euro.

UniCredit Italia si conferma istituto leader in Italia nel favorire l’accesso delle PMI al mercato dei capitali, e si pone un obiettivo ambizioso: mettere a disposizione delle aziende del settore Agroalimentare del Mezzogiorno, eccellenza del Made in Italy, un’offerta distintiva che associa la consulenza specialistica per la definizione e l’implementazione delle strategie di sostenibilità a uno strumento finanziario evoluto come il minibond, con la possibilità anche di beneficiare della garanzia SACE. Si è così realizzata un’operazione di sistema per mobilitare nuovo credito, incentivare forme alternative di finanziamento degli investimenti e promuovere l’internazionalizzazione e la cultura della sostenibilità.

La sostenibilità è ormai un driver irrinunciabile per la crescita delle aziende italiane e per la loro competitività nel mondo. E Sace, in questo ambito, si conferma in prima linea non solo nel sostegno all’export e all’internazionalizzazione dei propri clienti ma anche come leva per gli investimenti del PNRR.

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