Salento, prodotto olio laddove c’è la xylella

Grande passo avanti per l’agricoltura pugliese, avviata la produzione di un’oliva che non subisce il pericoloso batterio killer

Dalla Puglia giungono notizie che hanno dell’incredibile, e per una volta in senso positivo. È appena iniziata a Casarano, in provincia di Lecce e nel Salento sud occidentale, la raccolta dai nuovi uliveti impiantati due anni fa al posto di quelli andati persi per via della Xylella.

Nonostante le previsioni di produzione d’olio pugliese si attestino intorno al -51%, la cultivar italiana Fs-17 Favolosa, brevettata dal Cnr, dopo soli due anni riesce a dare i suoi primi buoni frutti e segnali positivi all’intero comparto. Da ogni ettaro impiantato si potrebbe arrivare a raccogliere ogni anno, in maniera costante e con le piante in piena maturazione, circa 100 quintali di olive in grado di produrre un olio extravergine d’oliva eccellente, per qualità e caratteristiche organolettiche apprezzato dai consumatori.

Possiamo tirare un primo sospiro di sollievo e dire che, dopo anni difficili, grazie alla ricerca scientifica e alla caparbietà degli agricoltori, forse abbiamo un futuro per questo territorio.

La Xylella venne diagnostica per la prima volta nel 2013 nel territorio di Gallipoli, in 7 anni è avanzata fino a sfondare in maniera definitiva la provincia di Bari, col ritrovamento del focolaio di Monopoli. Si stima abbia già compromesso la produzione di quasi 5 milioni di piante nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, in un areale di 22 milioni di piante, con una perdita media di 29mila tonnellate di olio extravergine d’oliva pari al 10% della produzione olivicola italiana.

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