Anche se il sistema vino italiano mantiene stabile i propri livelli di vendita
L’edizione 2023 dell’Annual Report di Valoritalia offre una panoramica completa ottenuta attraverso i dati emersi dai processi di certificazione di 218 denominazioni di origine italiane.
Dai dati inerenti al 2022, emerge un evidente cambio di scenario rispetto all’anno precedente. Il 2021 aveva fatto registrare numeri molto positivi, nonostante problematiche importanti, mentre i dati del 2022 mostrano invece un rallentamento per il vino italiano, che si attesta intorno al -3,8%. Pesa il conflitto russo-ucraino, con il suo corollario di crisi energetica, che ha evidentemente imposto un rallentamento dei flussi economici in tutti i settori.
Il vino in effetti dovrebbe essere considerato a tutti gli effetti un attendibile indicatore degli andamenti economici generali ed era pertanto lecito attendersi questa contrazione. Va però evidenziato che, nel suo insieme, il sistema vino italiano ha tenuto, soprattutto a partire dal secondo semestre dello scorso anno e che i dati del primo quadrimestre del 2023 inducono a un cauto ottimismo. Lo possiamo leggere come un segnale importante, vera cartina tornasole di come il mondo delle DO, a livello italiano, può contare su una solidità che gli consente di attraversare anche momenti di incertezza e difficoltà.
La ricerca evidenzia un dato fondamentale: nonostante le difficoltà sopra descritte, circa un terzo delle denominazioni ha comunque registrato una crescita dei volumi con le significative performance del ”Sistema Prosecco” formato dalle D.O.P. Prosecco, Asolo Prosecco e Conegliano Valdobbiadene. Ottimi anche i comportamenti del Franciacorta, dell’Asti e Moscato D’Asti, dell’Alta Langa, del Collio, del Lugana, dell’Oltrepò Pavese, del Vino Nobile di Montepulciano, del Frascati e del Castel del Monte. Un’altra trentina di Denominazioni ha registrato cali contenuti entro la soglia del 5%, alcune dei quali di natura fisiologica.