Vertice Onu sulla fame, apertura dei lavori a Roma

Tre giorni di dibattiti in vista del summit finale che si terrà a New York durante la prossima Assemblea Generale. Ad aprire i lavori Il direttore generale della Fao, Qu Dongyu. Tra gli interventi anche quello di Mario Draghi

Avviato ieri a Roma il pre-vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari, con lo scopo di definire le future strategie e le iniziative per favorire la sicurezza alimentare e la sostenibilità. Focus inevitabile sull’impatto della pandemia sui sistemi alimentari e sull’importanza di una transizione ambientale.

Il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, aprendo i lavori ha annunciato l’obiettivo storico di arrivare a un sistema che registri “zero hunger”, fame zero. Ma perché questo accada “è necessario definire una nuova impostazione, più olistica, trasformare i sistemi alimentari e renderli più sostenibili“, ha affermato. La pandemia ha certamente aggravato la povertà nelle aree meno sviluppate e acuito le diseguaglianze economiche nell’accesso al cibo e alle cure. Ciò, insieme all’aggravarsi delle diseguaglianze economiche e le conseguenze del cambiamento climatico, ha rallentato il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Alla cerimonia d’apertura è intervenuto anche il presidente del Consiglio Draghi, che ha sottolineato come la pandemia da Covid-19 abbia spinto milioni di persone al di sotto della soglia di povertà. Già alla fine dello scorso anno, l’Italia ha promosso una Coalizione alimentare cui hanno aderito più di 40 Paesi con l’obiettivo di raggiungere la sicurezza alimentare e combattere l’insicurezza generata dalla pandemia. Ma secondo Mario Draghi “abbiamo bisogno di maggiori finanziamenti da parte dei governi e delle banche di sviluppo, al fine di ridurre i rischi per gli investitori nel settore agricolo e di migliorare l’accesso al credito, soprattutto da parte dei piccoli agricoltori”.

La crisi sanitaria in corso aumenterà di 130 milioni le persone malnutrite, portando il totale nel mondo a oltre 800milioni. Secondo Draghi, “quasi 3 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno accesso ad un’alimentazione sana: nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale quasi il 60 per cento della popolazione non può permettersela“.

La giornata di chiusura sarà domani e vedrà gli interventi dei diversi delegati sugli obiettivi del Summit.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *