Il settore composto da beni alimentari, prodotti per la cura della persona e della casa registra un aumento del 6,7%

Non è più una novità l’impatto economico causato dalla pandemia e da qualche mese anche dal conflitto tra Russia e Ucraina. L’aumento del costo dell’energia porta in alto l’inflazione con forti conseguenze in numerosi comparti merceologici. Circa i prezzi dei prodotti alimentari, il dato è confermato dall’Istat: il comparto composto da beni alimentari, prodotti per la cura della persona e della casa registra un aumento del 6,7%. 

I beni alimentari spingono sull’acceleratore: secondo l’Istat sono saliti del 7,1% su base annua. Per questo motivo, durante il mese di maggio, Altroconsumo ha realizzato un’indagine, analizzando i prezzi a scaffale di 10 tipologie di prodotti alimentari; ha monitorato i prezzi – praticati da Ipermercati, Supermercati e Discount – di 8 categorie di prodotti alimentari (olio di semi di girasole, farina 00, pasta, olio extravergine, zucchero, caffè, latte e passata di pomodoro) e di 2 prodotti del settore ortofrutticolo (zucchine e banane), confrontandoli con quelli del mese e dell’anno precedente. I dati rilevati evidenziano come nell’ultimo mese ci sia stata una battuta di arresto nell’aumento del prezzo dei prodotti analizzati, ma che comunque in alcuni casi essi vengano pagati il doppio rispetto a un anno fa.

L’aumento più corposo, l’olio di semi di girasole

Uno dei prodotti a subire maggiormente le conseguenze dell’inflazione sia l’olio di semi di girasole, il cui prezzo al dettaglio – in Iper, Super e Discount – era aumentato già nei mesi scorsi. Si tratta di incrementi iniziati ben prima del conflitto, e che si sono protratti mese dopo mese per tutto il 2021. Dall’inizio del conflitto, i prezzi hanno continuato ad aumentare a ritmi sostenuti: in un solo mese tra marzo 2022 e aprile 2022 l’aumento è stato del 36%. Nell’ultimo periodo monitorato, a maggio 2022, l’aumento è stato meno consistente ma pur sempre rilevante, pari a +6%. Tra gennaio 2021 e gennaio 2022, e quindi nei 12 mesi precedenti al conflitto, infine, l’aumento è stato del 30%.

Il caso della farina 00

Nell’ultimo mese non è stato registrato un aumento del prezzo della farina 00 (-1%), che resta comunque uno dei prodotti che è cresciuto di più su base annua: +33% tra maggio 2021 e maggio 2022. Il prezzo della farina resta ben al di sopra del livello raggiunto durante il primo lockdown a marzo 2020, quando gli scaffali della farina erano vuoti e il lievito introvabile. Il prezzo della farina è iniziato a crescere già prima del conflitto tra Russia e Ucraina, e già dall’estate scorsa i prezzi erano in crescita: tra maggio 2021 e gennaio 2022 (prima del conflitto) i prezzi erano già aumentati del 18% (in otto mesi). Tra gennaio 2022 e maggio 2022 i prezzi sono cresciuti ulteriormente del + 13% (in 4 mesi).

Pasta di semola, +25% in un anno

A causa dell’innalzamento dei costi della materia prima, il prezzo della pasta di semola ha subito una corsa al rincaro a partire dalla scorsa estate. Anche se con qualche rallentamento, tale corsa è continuata fino ad oggi. A maggio 2021 un chilo di pasta veniva pagato 1,26 euro, oggi in media 1,57 euro: il 25% in più. Nell’ultimo mese il prezzo medio non è cresciuto, ma è troppo presto per dire se il prezzo di questo prodotto abbia invertito la tendenza all’aumento oppure no. Prendendo come riferimento il mese di gennaio 2022 (prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina), oggi si registra un aumento del 7% in più, anche se tra gennaio 2022 e maggio 2021 l’aumento era già stato considerevole (+ 16% in 8 mesi).

Olio extravergine, +8%

In questi ultimi mesi è stato rilevato un rialzo nei prezzi a scaffale anche per l’olio extravergine di oliva, e questo aumento continua anche oggi. Un litro d’olio veniva pagato 4,67 euro ad aprile 2022, mentre oggi lo si paga 4,74 euro: +1% in un mese. Rispetto al mese di gennaio 2022, l’aumento è stato dell’8% (in 4 mesi).  

Zucchero in aumento

Le quotazioni internazionali dello zucchero sono salite rapidamente a cavallo della scorsa estate e hanno colpito anche gli scontrini dei consumatori. Tra maggio 2021 e maggio 2022 il prezzo medio di questo prodotto è aumentato del 12%.  Prendendo il mese di gennaio 2022 come riferimento, l’aumento negli ultimi 4 mesi è stato rilevante (+4%), così come l’aumento registrato tra maggio 2021 e gennaio 2022: +8% in 8 mesi.

Cafè in polvere, nell’ultimo mese -3%

Nell’ultimo mese il prezzo non è cresciuto: confrontando il prezzo medio di aprile 2022 con quello di maggio 2022, si può infatti notare una diminuzione del 3%. Che, però, non è stata sufficiente a compensare l’aumento dei mesi precedenti, e rispetto a maggio 2021 si spende comunque l’11% in più. Nonostante le quotazioni internazionali della materia prima mostrassero già aumenti non trascurabili per il caffè grezzo, questi aumenti non si ripercuotevano sul consumatore che acquistava il caffè sugli scaffali.  Negli ultimi mesi, invece, è stato registrato un aumento del + 2% tra aprile e maggio 2022 e + 8% tra maggio 2021 e maggio 2022. La gran parte dell’aumento è però recente: tra gennaio 2022 e maggio 2022 l’aumento è stato del 6%. Tra maggio 2021 e gennaio 2022 l’aumento è stato del 2% (in otto mesi).

Ortofrutta, zucchine +19%, banane +6%

Aumento marcato per le zucchine: +19% tra maggio 2022 e maggio 2021. E’ un prodotto fresco con una filiera che può risentire di diverse problematiche, quali eventi climatici avversi ma anche difficoltà nel reperimento della manodopera (come avvenuto nel periodo Covid) e maggiori costi per il trasporto. Per prodotti come questo non tutti gli anni sono uguali, e già in passato sono stati riscontrati aumenti momentanei dei prezzi.

Riguardo le banane, fino a inizio anno i prezzi non avevano subito un aumento significativo. Nonostante si tratti di un frutto che viene da lontano, e su cui le tensioni sul fronte dei trasporti e gli aumenti dei carburanti avrebbero potuto incidere, fino a gennaio 2022 le banane non hanno fatto registrare aumenti nei prezzi al dettaglio. A partire dal mese scorso però si è notato un incremento. Il dato di maggio conferma questa tendenza: +6% tra maggio 2021 e maggio 2022.

Aumento medio della spesa del 20%, ma non c’è solo il conflitto a spiegarlo

Per i prodotti selezionati da Altroconsumo, un anno fa (maggio 2021) si spendeva in media 16,60 euro. Per gli stessi prodotti oggi (maggio 2022) le famiglie devono spendere quasi 20 euro (19,98 euro per l’esattezza): è il 20% in più (pari a 3,38 euro di differenza). L’ incremento nella spesa riguarda solo le categorie di prodotti oggetto del monitoraggio, dalle quali sono state rimosse zucchine e banane perché troppo legate alla stagionalità del prodotto. Si tratta di prodotti che frequentemente i consumatori italiani mettono nel loro carrello, e il peso di questi aumenti si fa sentire anche sugli scontrini. 

Indubbiamente la situazione in Ucraina ha avuto un forte impatto sui prezzi, ma già a partire da gennaio 2022 si è registrato un rialzo rispetto alla primavera precedente. Nel caso di spesa dei prodotti selezionati, a gennaio 2022 una famiglia avrebbe pagato 17,51 euro: il 5% in più rispetto a maggio 2021. Per diversi prodotti, quindi, i prezzi hanno cominciato ad aumentare già prima del conflitto, per una molteplicità di cause sia di tipo climatico, sia ad esempio in risposta alle chiusure (e riaperture) collegate alla pandemia da Covid 19 o in conseguenza delle politiche messe in campo dai vari paesi per attenuarne l’impatto economico.


Andrea