Ma Tesla fa i conti con un crollo del 45% delle vendite

Il ruolo pubblico di Elon Musk gli sta nuocendo mentre gli europei comprano macchine cinesi. Si potrebbe riassumere così l’andamento di questi primi mesi del 2025 del mercato dell’auto elettrica.

L’Europa cambia marcia per farsi trovare pronta al 2035, anno dello stop all’immatricolazione di auto nuove con motore endotermico.Oggi la vendita di auto elettriche vola: a gennaio 2025 si registra un più 37 per cento rispetto allo scorso anno, con oltre 166mila nuove immatricolazioni.

Elettrico, nonostante tutto, sempre più in ascesa in Europa

Come interpretare il trend

Il segnale è chiaro: la transizione ecologica prosegue verso l’auto a guida autonoma. La sorpresa, però, è un’altra. A guidare l’esplosione europea dell’auto elettrica non è Tesla, ma piuttosto marchi cinesi come BYD e OmodaJaecoo, che registrano una crescita del 52%, portando la loro quota di mercato al 3,7, proprio mentre Trump conferma l’annuncio a breve dei dazi del 25% sull’auto, con il rischio di un’inutile guerra commerciale a danno dei consumatori e della transizione ecologica.

Il crollo di Tesla

In gennaio Tesla ha subito un crollo del 45% sull’anno. Sicuramente il calo di popolarità del suo fondatore sta influenzando le performance del marchio, soprattutto in Europa, insieme all’agguerrita concorrenza cinese, con prodotti accessibili e di qualità. A leggere fra i dati del mercato auto, riferiti a gennaio e diramati dall’ACEA, l’Associazione Europea dei Costruttori Auto, si evince che Tesla in Europa sta affrontando una crisi senza precedenti, con vendite in picchiata del 50,3 per cento nell’Ue e del 45,2 nei mercati Ue-EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e Regno Unito. Un calo ancor più sorprendentemente appunto perché arriva in un momento in cui le vendite di auto elettriche in Europa sono aumentate del 37 per cento, un dato che da solo mostra che la domanda di veicoli a “zero emissioni” non è il problema e che, anzi, la transizione ecologica dell’auto conquista sempre più consensi.

Che succede in Italia?

Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni per alimentazione si scopre che le autovetture a benzina chiudono gennaio in calo del 17 per cento, in flessione anche le diesel (-41,6 su gennaio 2024). Trend positivo per le “elettrificate” che rappresentano il 53,3 del mercato di gennaio, con volumi in aumento mentre elettriche e ibride plug-in crescono del 65,6 per cento nel mese, con una quota di mercato rispettivamente del 5 e dell’8,7 per cento (fonte Anfia).

L’azienda di Musk ha venduto nell’Unione 9.945 unità a gennaio 2025, in calo rispetto alle 18.161 di gennaio 2024. Il calo è stato particolarmente pesante in Germania, dove le vendite sono diminuite del 59,5 per cento a sole 1.277 unità, e in Francia, con un calo del 63 per cento a 1.143 unità. Performance di molto inferiori ad alcuni costruttori di auto elettriche cinesi come Saic (proprietaria del marchio MG), che a gennaio ha attuato ben 22.994 consegne.

Perchè Tesla crolla in Europa?

Molti analisti indicano il presunto saluto “nazista”, le esplicite opinioni politiche (vedi il sostegno al partito di estrema destra tedesco), fino all’incarico, per volontà di Trump, di intervenire con pesanti tagli su agenzie federali e dipartimenti per rendere più efficiente il governo americano. Per molti l’immagine pubblica di Elon Musk potrebbe aver influenzato negativamente la percezione del marchio Tesla in Europa.

Ma ci sono ipotesi più legate al prodotto. Come l’atteso aggiornamento della Tesla Model Y, che a breve sarà interessato da un significativo restyling e che per questo potrebbe indurre molti clienti ad aspettare il modello 2025. Anche le carenze di inventario potrebbero essere da biasimare. Secondo Bloomberg, le ragioni di un crollo delle vendite così rilevante potrebbe avere a che fare anche con la scarsa disponibilità di auto dopo un 2024 che ha visto Tesla dominare le classifiche di vendita, con una proposta commerciale molto aggressiva, in termini di prezzi e di numeri.

In Europa meno auto ma più efficienti

Europa: e se fosse “meno auto ma più efficienti”?

Il quadro complessivo racconta un’Europa in cui le nuove immatricolazioni di auto sono diminuite del 2,6 per cento, un dato forse positivo: diminuiscono le auto vendute, ma cresce la quota di quelle più efficienti. Tesla a parte, infatti, la domanda complessiva di veicoli elettrici in Europa è in continua ascesa. Sempre secondo l’ACEA, a gennaio nell’Ue sono state vendute 124mila 341 auto elettriche, 166.065 unità se consideriamo anche i paesi EFTA e il Regno Unito. Il che significa una quota di mercato del 16,7 per cento, in aumento rispetto all’11,9 del gennaio 2024.

In realtà gli europei all’elettrico puro preferiscono le ibride con il 34,9 per cento delle preferenze, seguite dai modelli a benzina (29,2). Calano invece le quote di mercato del diesel (8,8 per cento) e delle ibride plug-in (7,6). Ma il dato più rilevante è il forte calo dei modelli a benzina e diesel che insieme, sempre a gennaio, sono scesi al 39,4 (rispetto al 48,7 dell’anno precedente).