Pandemia, le ricadute economiche sull’agroalimentare italiano

Nessun comparto esce illeso dalla situazione sanitaria. Anche l’agroalimentare, la produzione e vendita di cibo, pagano dazio alla pandemia mondiale. Ecco i dati Istat

La pandemia ha avuto delle conseguenze importanti anche sul settore primario. Nel 2020 la produzione dell’agricoltura è calata in volume del 3,2% e il valore aggiunto del 6%, paga dazio anche l’occupazione (-2,3%). Si tratta di dati Istat, che sottolineano che la produzione di olio di oliva ha subito il maggiore ridimensionamento (-14,5%) mentre è aumentata quella di frutta (+3,7%), cereali (+3%), latte (+2,7%) e ortaggi (+0,2%).

Purtroppo gli effetti dell’emergenza sanitaria si fanno sentire soprattutto sulle attività secondarie (-20,3%), il settore florovivaistico (-8,4%) e i servizi di supporto all’agricoltura (-4,1%). L’Italia si conferma il primo paese europeo per valore aggiunto e il terzo per valore della produzione.

Il complesso agroalimentare (che comprende agricoltura, silvicoltura e pesca e industria alimentare) ha registrato, per la prima volta dal 2016, una diminuzione del valore aggiunto (-1,2% a prezzi correnti e -4% in volume). È il comparto in cui si è formato il 4,3% del valore aggiunto dell’intera economia (era il 4,1% nel 2019): il settore primario ha contribuito per il 2,2% (come nel 2019) e l’industria alimentare per il 2,1% (l’1,9% nel 2019).

L’occupazione nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca, misurata in Unità di lavoro (Ula), è calata rispetto al 2019 del 2,3%: la componente del lavoro dipendente è scesa del 3,3% e quella indipendente dell’1,8%.

Più marcata la flessione dell’occupazione nell’industria alimentare (-6,7%), che ha portato l’input di lavoro dell’agroalimentare a subire un calo complessivo del 3,4%. Nel 2020 i redditi da lavoro dipendente in agricoltura silvicoltura e pesca sono diminuiti del 2,3%; anche le retribuzioni lorde sono scese del 2,7%. Gli investimenti fissi lordi hanno registrato un brusco ridimensionamento sia in valori correnti (-12,3%), sia in volume (-12,2%).

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