Estate 2021, surriscaldamento ed incendi nel mondo

Il climate change colpisce anche in Russia ed in Canada, posti non esattamente tropicali. Il Mar Artico si scalda considerevolmente ed è un problema globale.

Quella che sta per cominciare rischia di essere l’estate più calda e bizzarra di sempre, con nuovi record nelle parti più insospettabili. Tanto per cominciare, la Russia ha registrato un nuovo record per le temperature di maggi; il 19 maggio si sono toccati i 30°C nel villaggio di Nizhnaya Pesha a cavallo del circolo polare, il 23 a Chasavjurt, nella Russia meridionale, si sono sfiorati i 40°C (39,7°C). Un record assoluto per la regione che conferma la tendenza ad un riscaldamento particolarmente insolito di tutto l’Artico. Gli estremi meteo siberiani toccano nuovi record ed in Canada la stagione degli incendi è iniziata, dando vita a grandi incendi in Manitoba e Ontario.

Anche se il caldo di oggi non è così intenso come quello siberiano dell’estate scorsa, l’ondata di caldo precoce è senza precedenti.

L’Artico si scalda velocemente

Nell’ultimo documento redatto dall’Arctic monitoring and assessment programme, si stima che il riscaldamento dell’Artico sia tre volte superiore rispetto alla media registrata nel resto pianeta.

In meno di cinquant’anni la temperatura media della regione polare è già aumentata di 3,1°C. Non dimentichiamo che l’Artico può diventare sorprendentemente caldo, anche molto più di quanto generalmente si pensa. Le giornate calde nell’Artico stanno diventando sempre più estreme. Inoltre, la situazione insolita con l’Europa molto fredda (per questo periodo dell’anno) ha reso il caldo nella Russia artica ancora più bizzarro.

Mentre si registrano queste temperature, è iniziata, puntuale, la stagione degli incendi, in Canada e Siberia. Secondo il Copernicus atmosphere monitoring service (Cams), “sebbene l’attività degli incendi nella Siberia orientale sia inferiore alla media, le regioni più colpite della Siberia occidentale sollevano preoccupazioni tra gli scienziati in questa fase iniziale della stagione”.

Gli scienziati del Cams evidenziano come negli anni precedenti gli incendi tipici di questa stagione hanno fatto registrare un incremento nel circolo polare artico, in particolare nella Russia asiatica. I dati di monitoraggio mostrano infatti un forte aumento del numero di incendi nel 2019 e nel 2020 rispetto al resto del set di dati che risale al 2003, portando a un nuovo record del totale annuo delle emissioni di CO2 stimate nel 2020 nel Circolo Polare Artico: 244 megatonnellate, rispetto alle 181 megatonnellate del 2019.

Insomma, la stagione si prospetta calda in ogni senso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *