Oggi è la Giornata mondiale della natura

Occasione per fare il punto sulla tutela della biodiversità con un focus sulle popolazioni indigene

Oggi 3 marzo si festeggia la Giornata mondiale della natura (World wildlife day), il cui obiettivo è quello di celebrare la straordinaria biodiversità del nostro Pianeta e stimolare la ricerca di soluzioni per la sua salvaguardia.

Istituita dalle Nazioni Unite nel 2013, la data scelta coincide con l’adozione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via d’estinzione appartenenti alla fauna e alla flora selvatica (Cites), perfezionata nella città statunitense di Washington il 3 marzo 1973.

L’edizione di questo anno è dedicata alle foreste e alla loro simbiosi con gli esseri umani. Tra le 200 e le 350 milioni di persone vivono all’interno o nei pressi di aree boschive, le foreste sono il simbolo del rapporto indissolubile fra l’uomo e la natura, in particolare, un focus specifico andrebbe indirizzato sulle popolazioni indigene, che custodiscono alcune delle foreste più incontaminate della Terra e su di esse basano sia la propria sussistenza sia la propria identità culturale.

L’obiettivo della Giornata di quest’anno è imparare dagli indigeni a proteggere gli alberi, che rappresentano i nostri primi alleati nell’assorbimento dell’anidride carbonica e nella riduzione delle temperature.

Le foreste producono ossigeno, immagazzinano anidride carbonica, sono scrigni di biodiversità e forniscono preziose materie prime. Puntare sulle foreste significa quindi salvare il Pianeta.

Come ricorda il Wwf, le soluzioni basate sulla natura – come il ripristino di foreste naturali, torbiere, mangrovieti e il recupero degli ecosistemi acquatici e marini – possono avere un ruolo cruciale nella lotta contro la crisi climatica.

Contribuiscono a più di un terzo degli sforzi necessari per mitigare i cambiamenti climatici entro il 2030 e abbatterebbero le emissioni di CO2 globali di oltre 10 miliardi di tonnellate l’anno, l’equivalente delle emissioni attuali di Stati Uniti e Unione europea messi insieme.

Secondo le stime dell’organizzazione, ripristinare 350 milioni di ettari di boschi entro la fine del decennio potrebbe generare benefici per 170 miliardi di dollari l’anno.

Per questo l’Italia e l’Europa devono impegnarsi a sfruttare i fondi stanziati per il post pandemia per una ripresa che sia davvero all’insegna della sostenibilità. Perché investire nella natura saprà garantire, senza grossi rischi, il raggiungimento dei nostri obiettivi.

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