Annata molto favorevole per la nocciola.

Il frutto è una delle principali materie prime per la realizzazione di molti prodotti dolciari. Per questo è molto richiesta dall’industria (circa il 70% della produzione). In Italia, secondo produttore mondiale con una quota del 14% alle spalle della Turchia, il nocciolo è coltivato in maniera intensiva in poche zone: Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. La produzione 2016 è stimata in 130.000 tonnellate su circa 68.600 ettari coltivati, ed entro il 2022 si prevede una riconversione di altri 20.000 ettari, per un +30% di superficie e +40% di volume. La varietà di nocciola coltivata in Piemonte è la Tonda Gentile Trilobata, che nella declinazione Igp arriva a quotazioni di 9,30 euro/kg per la destinazione industriale. La sua produzione è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Attualmente la provincia di Cuneo detiene il primato in Piemonte con i suoi circa 7.000 ettari dedicati.

La nocciola presenta importanti potenzialità economiche, con un valore che può arrivare a 400-500 euro al quintale di prodotto raccolto; molto più alto rispetto ad altre produzioni agricole. Quella del Piemonte è particolarmente apprezzata dall’industria dolciaria per i suoi parametri qualitativi (forma sferoidale del seme, gusto ed aroma dopo tostatura, elevata pelabilità e buona conservabilità). Oggi la produzione regionale si avvicina a 15.000 tonnellate, che rappresentano circa l’8-9% di quella nazionale (dati: Consorzio Tutela Nocciola Piemonte). Il punto è che la produzione italiana non riesce a coprire le necessità industriali.