La Commissione europea e l’Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno illustrato ieri il percorso dell’impegno costruttivo dell’UE nell’Artico.
In questa regione, componente essenziale dell’ambiente del nostro pianeta, il cambiamento climatico avanza inesorabile e si manifesta in modo tangibile anno dopo anno, con un considerevole impatto sull’ecosistema e sui mezzi di sussistenza dei suoi abitanti.
Allo stesso tempo, il rapido ritiro dei ghiacci marini e il progresso tecnologico stanno offrendo nuove opportunità economiche nella regione: trasporto marittimo, attività mineraria, estrazione di fonti energetiche e pesca. Queste attività giovano all’economia globale, ma richiedono un’impostazione prudente e sostenibile: se infatti non si rispettano i massimi standard ambientali si avranno ulteriori ripercussioni sull’Artico, che è una regione fragile.
La strategia adottata dall’Ue, che si può sintetizzare nelle tre parole “conoscenza, responsabilità, impegno”, prevede una serie di azioni concrete che contribuiscono alla ricerca e allo sviluppo sostenibile nella regione e promuovono tecnologie ecocompatibili che potrebbero essere utilizzate per svolgere in modo sostenibile il trasporto marittimo e l’attività mineraria.
La strategia evidenzia inoltre le attività dell’UE nell’Artico dal 2008. Ad esempio, nell’ultimo decennio l’UE ha contribuito con 20 milioni di EUR l’anno alla ricerca nell’Artico e dal 2007 ha investito oltre 1,14 miliardi di EUR nello sviluppo sostenibile della regione.
La comunicazione contiene una serie di misure a sostegno della gestione efficace dell’Artico, tra cui:
• il sostegno alla ricerca nell’Artico nell’ambito di Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dotato di 80 miliardi di EUR proposto dalla Commissione;
• il contributo alle operazioni di ricerca e salvataggio nell’Artico tramite il lancio della nuova generazione di satelliti di osservazione;
• l’aumento delle azioni di lotta contro il cambiamento climatico;
• il ricorso alle possibilità di finanziamento dell’UE per massimizzare lo sviluppo sostenibile nell’Artico a beneficio delle comunità indigene e locali;
• la promozione e lo sviluppo di tecnologie ecocompatibili che potrebbero essere utilizzate dalle industrie estrattive nell’Artico;
• il potenziamento del dialogo bilaterale sulle questioni attinenti all’Artico con il Canada, la Federazione russa, l’Islanda, la Norvegia e gli Stati Uniti, anche richiedendo lo status di osservatore permanente presso il Consiglio artico;
• il maggiore impegno a tenere un dialogo regolare con i rappresentanti delle organizzazioni delle popolazioni indigene sulle politiche e sui programmi dell’UE.
• In totale, la comunicazione prevede 28 punti d’azione.