Il Ceta ha portato ad un positivo +63% sull’ortofrutta

In tempi di dazi, reali o ventilati, la ricerca di strumenti idonei a bypassare l’aumento dei prezzi dovuto alle barriere doganali assume rilevanza epocale. Forse la via degli accordi bilaterali può essere d’aiuto.  

Ortofrutta italiana ed europea forte in Canada

Ceta, un primo bilancio

Vendite agroalimentari quasi raddoppiate dall’entrata in vigore provvisoria, nel settembre 2017, del contestato accordo di libero scambio tra Ue e Canada: +80% l’export di settore contro una crescita media del 65% delle esportazioni europee verso il Paese nordamericano (numero a sua volta quasi il doppio che nel resto del mondo, dove l’export complessivo dell’Unione è cresciuto del 37%). Sono i numeri chiave del nuovo rapporto pubblicato dalla Commissione europea sui benefici sociali ed economici del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), che ha eliminato oltre l’80% delle barriere tarifferie esistenti tra Unione europea e Canada. Come ricorda Agrisole, si tratta di un accordo che ha favorito una crescita del 20,3% anche del numero di piccole e medie imprese attive nell’export verso il Canada (contro un aumento del 13,8% delle aziende di grandi dimensioni), oltre a un incremento di 3,2 miliardi annui del Pil dell’Unione.

L’export che vola

La crescita delle esportazioni di prodotti agricoli è stata dell’80%, e ha raggiunto un valore di poco inferiore ai 3 miliardi (2,935). Tra i comparti citati dal rapporto spicca l’aumento registrato dalle carni, con vendite più che triplicate (+218%), dai formaggi (spedizioni raddoppiate, +97%), dall’ortofrutta (+63%, dato comprensivo anche della frutta secca) e ovviamente dai vini (+34%).

La Commissione esaminerà lo studio. Le conclusioni saranno presentate sotto forma di un documento di lavoro dei servizi della Commissione, che includerà proposte per le prossime fasi volte a sfruttare al meglio le relazioni commerciali dell’Ue con il Canada.

Accordi ed Unione europea

Bruxelles ha avviato una valutazione ex post dell’applicazione provvisoria del Ceta nel 2023, cinque anni dopo l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo. Tale valutazione rientra nell’impegno della Commissione a elaborare politiche basate su dati concreti nell’ambito della strategia “Legiferare meglio”. Nell’ambito della valutazione, la Commissione ha richiesto uno studio di esperti indipendenti per valutare l’attuazione e l’impatto del Ceta.

Ceta, strumento interessante per l’export

Che il Ceta possa essere un modello da seguire per superare i dazi di Trump? Poptrebbe anche esserci uno sviluppo in tal senso ma occorrerebbe, a quel punto, una voce sola ed autorevole dell’Europa intera.