Registriamo volumi ridotti, piogge inattese e un mercato complesso. Si attende l’arrivo della Ferrovia
Siamo tra maggio e giugno e le ciliegie tornano a essere protagoniste. La stagione è iniziata da circa due settimane ma con il freno tirato. I problemi di oggi sono i volumi produttivi ridotti, le piogge inattese e un mercato complesso. Possiamo dire che il mercato non è ancora realmente partito.

Stagione delle ciliegie 2025, tanti ostacoli
Le pioggie di fine aprile e inizio maggio hanno rovinato la pur consistente allegagione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti; costi in campagna altissimi. Ciò incide pesantemente sul prezzo finale, con ciliegie carissime al consumo ed il rischio concreto che la domanda non decolli.
E non è solo una questione di numeri; le ciliegie hanno una finestra commerciale brevissima. Se la stagione parte male, è difficile recuperare.
Ciliegie, meteo nemico
Le piogge arrivate fuori stagione sono l’ultima complicazione di una primavera altalenante. Già durante l’inverno e le prime settimane di primavera, le gelate e il freddo anomalo avevano ridotto la produzione. E soffrono in modo particolare le varietà precoci, come la Giorgia.
La varietà Ferrovia, tra le più apprezzate e iconiche del territorio, è per ora meno colpita dal punto di vista qualitativo. Ma le quantità sono limitate. La ciliegia Ferrovia dovrebbe mantenere uno standard alto, ma dai volumi bassi . Il che significa che non potrà bilanciare il resto della campagna.
Stagione delle ciliegie: prezzi alti, ma non per tutti
Sul fronte dei prezzi, la situazione è variegata. I valori all’origine sono molto alti, e questo si riflette su tutta la filiera: Bigarreau intorno ai 4 euro al chilo, Giorgia e Grace Star tra i 5 e i 6, Ferrovia tra 7 e 8 euro. Sono quotazioni piuttosto nella norma. Ma ci sono calibri più piccoli, magari di seconda scelta, che finiscono sul mercato a un prezzo teoricamente più accessibile, ma comunque elevato per molte famiglie.

Il rischio, però, è che il consumo rallenti, perché il prodotto diventa poco competitivo per il cliente medio. La campagna è ancora in fase interlocutoria e la valutazione complessiva potrà essere formulata solo a fine raccolta. Ma le prospettive restano complesse. Non ci sono i presupposti per un’annata da volumi significativi, ma è ancora presto per tirare le somme. La speranza è che le condizioni climatiche favoriscano questa seconda parte della stagione, garantendo agli attori della filiera la giusta remunerazione e al consumatore un prodotto di alta qualità.