In base alle previsioni la produzione di arance – per i tre quarti del totale europeo concentrata in Italia e Spagna – subirà una contrazione del 7,5% attenstandosi a circa 6,2 milioni di tonnellate nell'annata commerciale in corso, cioè 2014/2015.

In base alle previsioni la produzione di arance – per i tre quarti del totale europeo concentrata in Italia e Spagna – subirà una contrazione del 7,5% attenstandosi a circa 6,2 milioni di tonnellate nell'annata commerciale in corso, cioè 2014/2015.

Da noi la produzione è in calo del 5,5% rispetto alla scorsa stagione, fermandosi a 1,7 milioni di tonnellate. Nella fattispecie, dovrebbe registrarsi una flessione del 10%  per le varietà bionde (con punte tra il 15 e il 20% per la Sicilia) mentre per alcune varietà rosse tardive il crollo potrebbe raggiungere anche il 30% rispetto ai volumi dello scorso anno. In Spagna la contrazione prevista è dell’8,5% rispetto alla campagna 2013/14, per un totale di circa 3,3 milioni di tonnellate, a causa delle elevate temperature registrate la scorsa primavera che hanno influito negativamente sulla fioritura e la fruttificazione delle piante non compromettendone però la qualità dei frutti. Anche la Grecia potrebbe avere una contrazione del 12% della produzione di arance ma per via delle violente piogge dei mesi di primaverili. Al contrario, Portogallo e Cipro dovrebbero incrementare i volumi rispettivamente del 5,3 e del 15,6%.

Il comparto dei mandarini invece sembra manterrà una sostanziale stabilità dei volumi. Unica eccezione, l'Italia Da noi, infatti, ci si aspetta una contrazione di circa il 10% sia per le clementine (la cui produzione dovrebbe passare da 668.000 a circa 600.000 tonnellate) sia per i mandarini (da 121.000 a 110.000 tons). E mentre sono stabili le previsioni per le produzioni di Spagna e Grecia, per Cipro e Portogallo si prospetta una crescita.

Per il comparto dei limoni sembra sarà una campagna a dir poco soddisfacente sia in termini di volumi prodotti con una crescita del 16% (pari a circa 1,5 milioni di tonnellate), sia in termini di qualità dell’output. In Spagna si dovrebbe registrare un incremento dei volumi del 18% a fronte di qualità e pezzature soddisfacenti. In Italia la crescita prevista è di circa il 14% (da 412.000 a 470.000 tonnellate) con livelli qualitativi eccellenti, mentre a Cipro l’aumento sarà addirittura del 44% (da 16.600 a 23.900 tons).

Per Grecia e Portogallo i quantitativi dovrebbero invece rimanere in linea con quelli dello scorso anno, rispettivamente nell’intorno delle 55.000 e 13.000 tonnellate. Circa la produzione di pompelmi si stima una crescita a livello europeo del 16% per un totale dei volumi di 131.000 tonnellate grazie soprattutto all’impennata produttiva della Spagna (+33% circa), passata dalle 54.200 tonnellate del 2013/14 alle 72.000 tonnellate previste per la campagna attuale. In Italia  i volumi dovrebbero segnare un calo del 6,7% passando dalle 7.500 alle 7.000 tonnellate.


Andrea