In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Commissione europea ha ribadito in un documento programmatico, la ferma intenzione dell’UE di lottare contro le mutilazioni genitali femminili (MGF) nell’Unione europea e oltre i suoi confini.
Si calcola che 500 000 donne nella sola UE e più di 125 milioni nel mondo siano vittime di questa pratica, internazionalmente riconosciuta come una violazione dei diritti delle donne e una forma di abuso sui minori. Nella lotta contro le MGF la Commissione sfrutterà a pieno tutti i finanziamenti futuri dell’UE per contribuire a eliminare questa pratica, sostenere meglio le vittime e gli operatori sanitari, far applicare la normativa nazionale che vieta le mutilazioni genitali femminili e tutelare meglio le donne a rischio applicando le leggi europee sul diritto d’asilo.
La Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna sono inoltre impegnati a promuovere in tutto il mondo l’eliminazione delle MGF attraverso il dialogo bilaterale e multilaterale. La Commissione incoraggerà infine studi che permettano di stimare il numero di donne e di ragazze a rischio. Il piano d’azione pubblicato oggi dà seguito alla consultazione pubblica sulle mutilazioni genitali femminili lanciata a marzo dalla Commissione.
“All’inizio di quest’anno, la Commissione europea si è schierata al fianco di attivisti d’eccezione per la tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili” ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia. “Il piano d’azione pubblicato oggi ribadisce il nostro impegno nella lotta contro la violenza sulle donne e nell’eliminazione delle MGF, sia nell’UE che a livello mondiale. Ma sarò chiara: la Commissione non può farcela da sola. Lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri, le Nazioni Unite, le organizzazioni non governative e le comunità interessate. Sono convinta che insieme riusciremo a confinare nei libri di storia le mutilazioni genitali femminili.”
“La tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili è una politica del Servizio europeo per l’azione esterna. Lavoriamo con diversi paesi partner del mondo per eliminare questa pratica che viola i diritti delle donne di tutte le età e che attenta in diversi modi alla loro incolumità. L’adozione di questa strategia oggi è una riprova del nostro impegno comune. Useremo tutte le risorse e tutti gli strumenti politici e economici dell’UE per promuovere iniziative e leggi che concorrano a un mondo in cui nessuna donna, bambina o adolescente debba più subire una pratica così crudele e intollerabile” ha dichiarato Catherine Ashton, Vicepresidente della Commissione europea e Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.